La Storia Trieste ha origini molto antiche. Già nel II millennio a.C. tutto il territorio fu sede di insediamenti protostorici: i castellieri; villaggi di piccole dimensioni, arroccati sulle alture e protetti da fortificazioni in pietra, i cui abitanti appartenevano ad una popolazione illirica. Nella leggenda l'eroe greco Giasone, alla ricerca del “vello d’ora“, sbarca con gli Argonauti alle foci del Timavo. Nel 50 a.C. circa, il piccolo borgo di pescatori divenne colonia romana e fu successivamente arricchito di importanti costruzioni quali il Foro ed il Teatro, i cui resti sono visibili ancora oggi sul colle di S.Giusto. All’inizio del III secolo d.C., l’urbe tergestina fu travolta dalle invasioni barbariche e a metà dell’800 Trieste riuscì ad affermarsi come libero comune appena nel 1300 ma, venne nuovamente minacciata la tanto sospirata autonomia, la città, nel 1382, si pose sotto la protezione di Leopoldo III d’Austria, instaurando il lungo rapporto con la dinastia asburgica. Il passaggio alla Trieste moderna avvenne nel 1719, quando Carlo VI decretò, la libertà di navigazione, aprendo così le porte al commercio e assegnando alla città il privilegio di Porto Franco. Successivamente, sotto Maria Teresa e Giuseppe II, i benefici concessi alla città accrebbero i già prosperi traffici. Nell’ ‘800 vennero fondati i grandi gruppi assicurativi, le compagnie di navigazione, si sviluppò la Borsa e crebbe la produzione artistica e culturale. La crescita della città, da un lato ne fece uno dei centri più importanti dell’allora impero asburgico, dall’altro ne rafforzò il sentimento di italianità, sia culturale che politica. Il ritorno all’Italia, avvenne nel 1918. Il secondo conflitto mondiale comportò la perdita delle terre della penisola Istriana. La sorte della città, pretesa dalla Jugoslavia, rimase incerta per lungo tempo: in attesa di definizione, l’entroterra venne diviso in due parti, l’una amministrata dagli angloamericani e l’altra dagli jugoslavi. Solo nel 1954, con la firma del Memorandum di Londra, Trieste e il suo entroterra furono definitivamente restituiti all’Italia.
Castello di San Giusto Il castello sorge sulla sommità del colle, a lato dei resti romani del Foro e della Basilica. Le prime fondamenta vennero gettate nel 1363 dai veneziani. L'attuale struttura si deve al dominio Austriaco, nella seconda metà del XV secolo: a questo periodo risalgono la torre quadrata con l'adiacente abitazione del capitano, su due piani, e il cortile interno. Nel 1508, con il ritorno della repubblica di Venezia in città, vi fu l'edificazione del bastione rotondo. La mutata forma delle torri difensive è caratteristica del passare del tempo. A distanza di un anno, l'Impero Austriaco riprende il dominio della città e l'edificazione del castello prosegue a fasi alterne: a questo periodo risalgono lo sperone quadrangolare di Sud-Est e del "nuovo bastione". Il pesante maniero in pietra posto a guardia della città, così diverso dal bianco e leggiadro castello di Miramare, ulteriore testimonianza storica del lontano passato. Oggi il castello ospita esibizioni permanenti e temporanee, nonché vari eventi e spettacoli all'interno dell'ampio cortile o sui bastioni di maggiore capienza.
La cattedrale di San Giusto Sorge sui resti di una basilica paleocristiana a tre navate, il pavimento è costituito da mosaici, i cui resti sono stati poi incorporati nel pavimento dell’attuale costruzione. Nel corso dei secoli la basilica subì numerose modifiche fino alla sua completa distruzione. In seguito furono edificati due edifici sacri: una piccola cattedrale dedicata alla Vergine Assunta ed il sacello di San Giusto: delle tre navate dell’antica cattedrale rimane oggi soltanto la centrale in corrispondenza della quale vi sono due filari di colonne, del sacello rimane il mosaico raffigurante il Cristo, San Giusto e San Servolo e l’abside dedicata a Sant’Apollinare. L’edificio è impreziosito da uno splendido rosone gotico, inserito nella pietra arenaria di cui sono fatti la facciata ed il campanile. L’interno presenta ancora oggi le caratteristiche di una basilica cristiana, a cinque navate. Le decorazioni interne ed il moderno mosaico della navata centrale sono di recente fattura.
Il castello di Miramare Il bianco castello, circondato da un verde parco, si affaccia su mare. Questa residenza è stata costruita tra il 1856 ed il 1860 dall'arciduca Massimiliano d'Asburgo per la sua amata giovane sposa. Egli cercò di realizzare una specie di nido d'amore al riparo dalle insidie della vita. Ma la smania di potere di Carlotta del Belgio spinsero l'arciduca a partire per il Messico, dove diventò imperatore e morì. Si dice che Carlotta, dopo la morte del suo amato, abbia perso la ragione. In questa vicenda trova fondamento la maledizione che graverebbe sul castello; si crede infatti che chi vi dimora perisca anzitempo di morte violenta. Pare che, nella storia, la maledizione si sia sempre fatalmente avverata. All'interno del castello si possono visitare gli appartamenti privati, le stanze desinate agli ospiti, i vari saloni, la biblioteca-studio e la magnifica sala del trono, recentemente restaurata e riportata all'originario splendore. I sentieri del parco permettono di passeggiare in un ambiente botanico variegato. Poco distanti dal cancello di ingresso al parco, le Scuderie, oggi divenute sede espositiva, il Castelletto e le numerose sculture che decorano spiazzi e vialetti. Il castello ed il parco, che ben valgono una visita, sono aperti tutti i giorni dell'anno. L'ingresso al Museo del Castello è a pagamento, quello al parco gratuito. Il luogo è facilmente raggiungibile anche in autobus con la linea 36 ed inoltre alcuni treni fermano alla piccola stazione storica di Miramare.
La Grotta Gigante l carso, compreso quello goriziano e quello d'oltre confine, comprende migliaia di grotte, alcune delle quali non ancora conosciute. Attualmente il loro numero è stimato attorno a 6000, di cui circa 2500 situate in territorio italiano. Tra queste, molto differenti per morfologia, dimensioni e profondità, particolare interesse riveste la Grotta Gigante. Situata nell'omonimo Borgo, a soli 15 km dalla città, è facilmente raggiungibile sia con i mezzi pubblici che in automobile (uscita autostrada Sgonico). Si tratta della più grande caverna aperta al pubblico, con i suoi 65 m di larghezza, 280 m di lunghezza ed una volta a cupola di 107 m. Si distingue inoltre per la ricchezza delle stalattiti e stalagmiti e per le concentrazioni di calcite che ricoprono le pareti. All'interno della grotta trova installazione, inoltre, una sensibilissima strumentazione scientifica, costituita da sismografi e pendoli geodetici, che rendono l'ambiente un laboratorio davvero unico. La visita è assolutamente d'obbligo e priva di percoli. Due sole avvertenze: la temperatura interna rimane costante tutto l'anno (quindi fa freddo anche d'estate) e l'accesso della grotta comporta la discesa - e la conseguente salita - di un non trascurabile numero di scalini. La Grotta rimane chiusa al pubblico l'1 gennaio, il 25 dicembre e tutti i lunedì non festivi, tranne che nei mesi di luglio e agosto in cui è sempre aperta. Nel corso dell'anno hanno luogo sue tradizionali manifestazioni: la "Festa della Befana", con calata della stessa, il 6 gennaio, e la "festa dei Turisti", con spettacolo di luci e suoni, il 15 agosto. Alle volte vengono organizzati anche concerti corali.
Trieste ha origini molto antiche. Già nel II millennio a.C. tutto il territorio fu sede di insediamenti protostorici: i castellieri; villaggi di piccole dimensioni, arroccati sulle alture e protetti da fortificazioni in pietra, i cui abitanti appartenevano ad una popolazione illirica.
Nella leggenda l'eroe greco Giasone, alla ricerca del “vello d’ora“, sbarca con gli Argonauti alle foci del Timavo. Nel 50 a.C. circa, il piccolo borgo di pescatori divenne colonia romana e fu successivamente arricchito di importanti costruzioni quali il Foro ed il Teatro, i cui resti sono visibili ancora oggi sul colle di S.Giusto. All’inizio del III secolo d.C., l’urbe tergestina fu travolta dalle invasioni barbariche e a metà dell’800 Trieste riuscì ad affermarsi come libero comune appena nel 1300 ma, venne nuovamente minacciata la tanto sospirata autonomia, la città, nel 1382, si pose sotto la protezione di Leopoldo III d’Austria, instaurando il lungo rapporto con la dinastia asburgica. Il passaggio alla Trieste moderna avvenne nel 1719, quando Carlo VI decretò, la libertà di navigazione, aprendo così le porte al commercio e assegnando alla città il privilegio di Porto Franco. Successivamente, sotto Maria Teresa e Giuseppe II, i benefici concessi alla città accrebbero i già prosperi traffici.
Nell’ ‘800 vennero fondati i grandi gruppi assicurativi, le compagnie di navigazione, si sviluppò la Borsa e crebbe la produzione artistica e culturale. La crescita della città, da un lato ne fece uno dei centri più importanti dell’allora impero asburgico, dall’altro ne rafforzò il sentimento di italianità, sia culturale che politica. Il ritorno all’Italia, avvenne nel 1918. Il secondo conflitto mondiale comportò la perdita delle terre della penisola Istriana. La sorte della città, pretesa dalla Jugoslavia, rimase incerta per lungo tempo: in attesa di definizione, l’entroterra venne diviso in due parti, l’una amministrata dagli angloamericani e l’altra dagli jugoslavi. Solo nel 1954, con la firma del Memorandum di Londra, Trieste e il suo entroterra furono definitivamente restituiti all’Italia.
Castello di San Giusto
Il castello sorge sulla sommità del colle, a lato dei resti romani del Foro e della Basilica.
Le prime fondamenta vennero gettate nel 1363 dai veneziani. L'attuale struttura si deve al dominio Austriaco, nella seconda metà del XV secolo: a questo periodo risalgono la torre quadrata con l'adiacente abitazione del capitano, su due piani, e il cortile interno. Nel 1508, con il ritorno della repubblica di Venezia in città, vi fu l'edificazione del bastione rotondo. La mutata forma delle torri difensive è caratteristica del passare del tempo.
A distanza di un anno, l'Impero Austriaco riprende il dominio della città e l'edificazione del castello prosegue a fasi alterne: a questo periodo risalgono lo sperone quadrangolare di Sud-Est e del "nuovo bastione".
Il pesante maniero in pietra posto a guardia della città, così diverso dal bianco e leggiadro castello di Miramare, ulteriore testimonianza storica del lontano passato.
Oggi il castello ospita esibizioni permanenti e temporanee, nonché vari eventi e spettacoli all'interno dell'ampio cortile o sui bastioni di maggiore capienza.
La cattedrale di San Giusto
Sorge sui resti di una basilica paleocristiana a tre navate, il pavimento è costituito da mosaici, i cui resti sono stati poi incorporati nel pavimento dell’attuale costruzione.
Nel corso dei secoli la basilica subì numerose modifiche fino alla sua completa distruzione. In seguito furono edificati due edifici sacri: una piccola cattedrale dedicata alla Vergine Assunta ed il sacello di San Giusto: delle tre navate dell’antica cattedrale rimane oggi soltanto la centrale in corrispondenza della quale vi sono due filari di colonne, del sacello rimane il mosaico raffigurante il Cristo, San Giusto e San Servolo e l’abside dedicata a Sant’Apollinare.
L’edificio è impreziosito da uno splendido rosone gotico, inserito nella pietra arenaria di cui sono fatti la facciata ed il campanile.
L’interno presenta ancora oggi le caratteristiche di una basilica cristiana, a cinque navate. Le decorazioni interne ed il moderno mosaico della navata centrale sono di recente fattura.
Il castello di MiramareIl bianco castello, circondato da un verde parco, si affaccia su mare. Questa residenza è stata costruita tra il 1856 ed il 1860 dall'arciduca Massimiliano d'Asburgo per la sua amata giovane sposa.
Egli cercò di realizzare una specie di nido d'amore al riparo dalle insidie della vita.
Ma la smania di potere di Carlotta del Belgio spinsero l'arciduca a partire per il Messico, dove diventò imperatore e morì. Si dice che Carlotta, dopo la morte del suo amato, abbia perso la ragione.
In questa vicenda trova fondamento la maledizione che graverebbe sul castello; si crede infatti che chi vi dimora perisca anzitempo di morte violenta. Pare che, nella storia, la maledizione si sia sempre fatalmente avverata.
All'interno del castello si possono visitare gli appartamenti privati, le stanze desinate agli ospiti, i vari saloni, la biblioteca-studio e la magnifica sala del trono, recentemente restaurata e riportata all'originario splendore.
I sentieri del parco permettono di passeggiare in un ambiente botanico variegato. Poco distanti dal cancello di ingresso al parco, le Scuderie, oggi divenute sede espositiva, il Castelletto e le numerose sculture che decorano spiazzi e vialetti.
Il castello ed il parco, che ben valgono una visita, sono aperti tutti i giorni dell'anno. L'ingresso al Museo del Castello è a pagamento, quello al parco gratuito. Il luogo è facilmente raggiungibile anche in autobus con la linea 36 ed inoltre alcuni treni fermano alla piccola stazione storica di Miramare.
La Grotta Gigante
l carso, compreso quello goriziano e quello d'oltre confine, comprende migliaia di grotte, alcune delle quali non ancora conosciute. Attualmente il loro numero è stimato attorno a 6000, di cui circa 2500 situate in territorio italiano.
Tra queste, molto differenti per morfologia, dimensioni e profondità, particolare interesse riveste la Grotta Gigante.
Situata nell'omonimo Borgo, a soli 15 km dalla città, è facilmente raggiungibile sia con i mezzi pubblici che in automobile (uscita autostrada Sgonico).
Si tratta della più grande caverna aperta al pubblico, con i suoi 65 m di larghezza, 280 m di lunghezza ed una volta a cupola di 107 m. Si distingue inoltre per la ricchezza delle stalattiti e stalagmiti e per le concentrazioni di calcite che ricoprono le pareti.
All'interno della grotta trova installazione, inoltre, una sensibilissima strumentazione scientifica, costituita da sismografi e pendoli geodetici, che rendono l'ambiente un laboratorio davvero unico.
La visita è assolutamente d'obbligo e priva di percoli. Due sole avvertenze: la temperatura interna rimane costante tutto l'anno (quindi fa freddo anche d'estate) e l'accesso della grotta comporta la discesa - e la conseguente salita - di un non trascurabile numero di scalini.
La Grotta rimane chiusa al pubblico l'1 gennaio, il 25 dicembre e tutti i lunedì non festivi, tranne che nei mesi di luglio e agosto in cui è sempre aperta.
Nel corso dell'anno hanno luogo sue tradizionali manifestazioni: la "Festa della Befana", con calata della stessa, il 6 gennaio, e la "festa dei Turisti", con spettacolo di luci e suoni, il 15 agosto. Alle volte vengono organizzati anche concerti corali.
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