La storia infinita (titolo originale Die unendliche Geschichte) è un romanzo fantastico dello scrittore tedesco Michael Ende, pubblicato nel 1979 a Stoccarda dalla K. Thienemanns Verlag e tradotto in tutte le principali lingue del mondo. La prima edizione italiana, del 1981, fu a cura della Longanesi.
- Informazioni sull'autore (LEONE)
Michael Ende naque a Garmisch_Panterkirchen il 12 Novembre 1929, egli fu uno scrittore tedesco noto universalmente per i romanzi "Momo" e "La storia infinita". Morì a Stoccarda il 28 Agosto 1995.
- Creazione di una copertina
- Analisi del testo
- Incipit del libro (Spagnuolo)
otairauqitnA ilodnairoC odarroC olraC eralotiT
Questa scritta stava sulla porta a vetri di una bot teguccia, ma naturalmente così la si vedeva solo guardando attraverso il vetro dal l'interno del locale in penombra. Fuori era una fredda, grigia giornata novembrina e pioveva a catinelle. Le gocce di pioggia correvano giù lungo il vetro, sopra gli svolazzi delle lettere. Tutto ciò che si riusciva a vedere attraverso il cristallo era un muro macchiato di pioggia dall'altro lato della strada. D'improvviso la porta venne spalancata con tanta vi olenza che un piccolo grap- polo di campanellini d'ottone sospeso sul battente cominciò a tintinnare tutto eccitato e ci volle un bel po' prima che si rimettesse tranq uillo. Causa di quello scompiglio era un ragazzino piccolo e grassoccio, di forse dieci, undici anni. I capelli scuri gli ricadevano bagnati sul viso, il cappotto era molle di pioggia e tutto gocciolante; sul fianco, pendente d a una cinghia a tracolla, portava una cartella di scuola. Era piuttosto pallido e senza fiato ma, in contrast o con l'affanno che lo aveva condotto fin lì, ora se ne stava sulla porta, immob ile, come se avesse messo radici. Davanti a lui si apriva una stanza lunga e stretta che si perdeva verso il fondo nella penombra. Alle pareti c'erano scaffali che ar rivavano fino al soffitto, zéppi di libri d'ogni formato e dimensione. Sul pavimento st avano accatastati mucchi di vo- lumoni «in-folio», su alcune tavole erano ammassate montagne di libri più piccoli, ri- legati in pelle e dal brillante taglio dorato. Da d ietro un muro di libri, alto quanto un uomo, che si levava all'estremità opposta della sta nza, veniva il bagliore di una lam- pada. In quella luce si levava di tanto in tanto un anello di fumo che s'ingrandiva sa- lendo per poi andare a dissolversi in alto, nel bui o. Pareva uno di quei segnali che u- sano gli indiani per mandarsi notizie da una montag na all'altra. Evidentemente laggiù c'era qualcuno e in effetti il ragazzo udì ora una voce piuttosto brusca che dietro la parete di libri diceva: «Si meravigli dentro o fuori, ma chiuda la porta. C 'è corrente.» Il ragazzo ubbidì e chiuse piano la porta. Poi si a ccostò alla parete di libri e get- tò cauto un'occhiatina oltre l'angolo: lì, in una g rande poltrona di cuoio consunto, con lo schienale alto e orecchiuto, stava seduto un ome tto grosso e tarchiato. Indossava un vestito nero tutto spiegazzato che aveva l'aria di essere molto vecchio e piuttosto polveroso. La pancia era tenuta su da un panciotto a fiori. L'uomo aveva una bella
SCHEDA LIBRO
- Informazioni sul libro (LEONE)
La storia infinita (titolo originale Die unendliche Geschichte) è un romanzo fantastico dello scrittore tedesco Michael Ende, pubblicato nel 1979 a Stoccarda dalla K. Thienemanns Verlag e tradotto in tutte le principali lingue del mondo. La prima edizione italiana, del 1981, fu a cura della Longanesi.
- Informazioni sull'autore (LEONE)
Michael Ende naque a Garmisch_Panterkirchen il 12 Novembre 1929, egli fu uno scrittore tedesco noto universalmente per i romanzi "Momo" e "La storia infinita".Morì a Stoccarda il 28 Agosto 1995.
- Creazione di una copertina
- Analisi del testo
- Incipit del libro (Spagnuolo)
otairauqitnA
ilodnairoC odarroC olraC eralotiT
Questa scritta stava sulla porta a vetri di una bot
teguccia, ma naturalmente così
la si vedeva solo guardando attraverso il vetro dal
l'interno del locale in penombra.
Fuori era una fredda, grigia giornata novembrina e
pioveva a catinelle. Le gocce
di pioggia correvano giù lungo il vetro, sopra gli
svolazzi delle lettere. Tutto ciò che
si riusciva a vedere attraverso il cristallo era un
muro macchiato di pioggia dall'altro
lato della strada.
D'improvviso la porta venne spalancata con tanta vi
olenza che un piccolo grap-
polo di campanellini d'ottone sospeso sul battente
cominciò a tintinnare tutto eccitato
e ci volle un bel po' prima che si rimettesse tranq
uillo.
Causa di quello scompiglio era un ragazzino piccolo
e grassoccio, di forse dieci,
undici anni. I capelli scuri gli ricadevano bagnati
sul viso, il cappotto era molle di
pioggia e tutto gocciolante; sul fianco, pendente d
a una cinghia a tracolla, portava
una cartella di scuola.
Era piuttosto pallido e senza fiato ma, in contrast
o con l'affanno che lo aveva
condotto fin lì, ora se ne stava sulla porta, immob
ile, come se avesse messo radici.
Davanti a lui si apriva una stanza lunga e stretta
che si perdeva verso il fondo
nella penombra. Alle pareti c'erano scaffali che ar
rivavano fino al soffitto, zéppi di
libri d'ogni formato e dimensione. Sul pavimento st
avano accatastati mucchi di vo-
lumoni «in-folio», su alcune tavole erano ammassate
montagne di libri più piccoli, ri-
legati in pelle e dal brillante taglio dorato. Da d
ietro un muro di libri, alto quanto un
uomo, che si levava all'estremità opposta della sta
nza, veniva il bagliore di una lam-
pada. In quella luce si levava di tanto in tanto un
anello di fumo che s'ingrandiva sa-
lendo per poi andare a dissolversi in alto, nel bui
o. Pareva uno di quei segnali che u-
sano gli indiani per mandarsi notizie da una montag
na all'altra. Evidentemente laggiù
c'era qualcuno e in effetti il ragazzo udì ora una
voce piuttosto brusca che dietro la
parete di libri diceva:
«Si meravigli dentro o fuori, ma chiuda la porta. C
'è corrente.»
Il ragazzo ubbidì e chiuse piano la porta. Poi si a
ccostò alla parete di libri e get-
tò cauto un'occhiatina oltre l'angolo: lì, in una g
rande poltrona di cuoio consunto, con
lo schienale alto e orecchiuto, stava seduto un ome
tto grosso e tarchiato. Indossava
un vestito nero tutto spiegazzato che aveva l'aria
di essere molto vecchio e piuttosto
polveroso. La pancia era tenuta su da un panciotto
a fiori. L'uomo aveva una bella
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