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Diario di bordo dagli stage lavorativi

Charlie Chaplin nel film Tempi moderni (1936)
Charlie Chaplin nel film Tempi moderni (1936)



Per iniziare

Inserite qui sotto le vostre cronache dall'avventuroso mondo del lavoro.
Ricordatevi di inserire data e firma, sono gradite anche foto (non troppo pesanti, please)
Per capire che cosa e come dovete scrivere, date un'occhiata alla pagina degli stage della 4L di due anni fa:

http://graficogadda.wikispaces.com/STAGE+4L


Cominciare è proprio semplice: inserite la data e poi raccontate il vostro primo giorno di stage.
Cercate di rispondere almeno a queste domande:
  • Dove? (l'azienda, l'ambiente dove fate lo stage)
  • Come ci siete arrivati? (mezzi di trasporto, percorso)
  • Che cosa? (le attività, gli strumenti che usate)
  • Con chi? (presentate le persone che lavorano con voi)
  • Difficoltà/ problemi
  • Ho imparato a... (tutto quello che avete imparato fuori dalle aule scolastiche)

A seguito dell'introduzione obbligatoria con la L107/15 dell'attività di A.S.L., parte della valutazione all'esame di Stato verterà sulla presentazione di tale esperienza alla Commissione d'Esame e potrà essere inserita anche nelle prove.
Pertanto sarà necessario predisporre per l'esame finale un prodotto che illustri e commenti l'attività svolta; di seguito trovate il file da utilizzare come traccia per reperire ed elaborare le informazioni ed il materiale utile:

Mancano i diari dello stage della maggior parte degli studenti di 5L.

Brutta storia!

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Ricordo che il primo voto di italiano sarà costituito dalla valutazione del diario dello stage.

I diari devono essere pubblicati in questa pagina wiki entro giovedì 21 settembre.

Nell'improbabile caso di mancata pubblicazione o di ritardo nella consegna la valutazione sarà gravemente insufficiente.


Il prof Nilocram
Palmieri Federico "One Day", Milano
1 settimana
La settimana incomincia con molta ansia e paura dovuta al primo giorno
di lavoro presso L'azienda one day a Milano, la sveglia alle 6:45 testimonia
la mia grande tensione e paura, esendo il primo giorno e non sapendo come raggiungere il posto mi sono fatto accompagnare da mio padre(l'azzienda era situata in via cassala 32).Arrivato in azienda 20 minuti prima sperando di fare bella figura ho fatto una delle mie solite figure che pero è servito a rompere la tensione,dopo un giro di presentazioni e un tur della azienda mi hanno fatto conoscere il mio tutor di nome Andrea un ragazzo molto giovane solo poco piu grande di me,conosciuto il mio tutor mi ha spiegato in cosa consiste e a cosa serve l'azienda.Finito il tur mi ha mostrato dei lavori fatti dai grafici venuti prima di lui e mi ha assegnato il primo duro lavoro da fare ovvero quello di creare dei "badge" in modo creativo per tutto lo staff usando Photoshop.Finite le prime estenuanti ore di lavoro sono andato in pausa pranzo con gli altri stagisti conosciuti la mattina,dopo la pausa pranzo ho continuato con lo stesso lavoro per tutta la durata della prima settimana poiche era un lavoro che prendeva moltissimo tempo ed energie infatti mi era stato concesso di effettuare moltisssime pause per riposarmi e concentrarmi.Finita la giornata alle ore 18:00 sono tornato a casa sempre con mio padre (essendo il primo giorno),il giorno seguente ho iniziato a lavorare alle ore 9:00 oraruio che ho mantenuto per tutta la durata dello stage con la differenza che per andare li non dovevo piu affidarmi a mio padre, ma utilizzando i mezzi precisamente la metro che partiva da Piazzale Loreto(arrivato li grazie a mia madre) e proseguendo sullo stesso treno per 7 fermate, per quanto riguarda il ritorno per tutto lo stage ho usufruito della metro che da Romulo dopo 4 fermate portavava alla fermata di Cadorna e dalla fermata prendre il treno che portava alla stazione di Palazzolo arrivando a casa alle 19:20 precise ogni santuario giorno.

2 settimana
nella seconda settimana il lavoro e proceduto molto bene e senza nessun tipo di problema,in questa settimana ho conoscito un nuovo ragazzo di nome Marco che lavora in una parte della azineda che si occupa della omosessualita,a riguardo di questo mi sono inserito a lavorare anche per questa parte della azienda di nome"GBREACK" dove piu che altro ho aiutato con degli semplici scontorni di figure umane e di smplici banner sempre utilizando sempre photoshop dove alla fine della mia esperienza ho ricevuto diversi complimenti sui miei scontorni anche considerando il fatto che non mi ero mai confrontato con lavori cosi difficili.IL venerdi la cosa e cambiata perchè durante le mie pause di lavoro davo una mano agli stagisti che si occupavano di riordinare e sistemare il magazzino dove venivano ammucchiati gli scatoloni,in pratica un tuttofare.Mentre per tutti gli altri giotni della seconda settimana ho fatto sempre i soliti diddicili e faticosi lavori imparando pero cose che non sapevo fare.

3 settimana
Inizia l'ultima settimana e con malinconia conto gli ultimi giorni che mi rimangono in azienda,per i primi due giorni sono stato impiegato nella "festa di ritrovo",il mio compito in questa festa che si sarebbe svolta durante il fine settimana era semplicemente quello di prendre dei pezzi di cartone che sarebbero stati appesi per tutta la festa verniciarli con delle semplici tempre
di tre colori:verde, blu, rosso.Insomma un lavoro creativo e adatto a me
dove alla fine della giornata ho guadagnato non solo esperienza di un lavoro che non sapevo fare ma anche dei vestiti completamente sporchi di termpere.Questo lavoro e durato 3 giorni e mi ha tenuto occupato molto tempo , una cosa totalmente diversa mi è capitata gli ultimi giorni dove ho svolto una mansione totalmente diversa da qulla precedente ovvero "il fattorino" questo perchè essendo carichi di lavoro e con impossibilita di spostarsi dall'ufficio Hanno offero un posato vacante come fattorino che io
ho preso al volo per provare a fare qualcosa di diverso(a mio avviso un lavoro che spero di non rifare per via dei lunghi spostamenti fatti a piedi).Alla fine della settimana ovvero il giovedi causa indisponibilita della azienda mi sono lasciato alle spalle una esperienza positiva e gratificante ma anche una graqnde tristezza per la fine di una avventura che mi ha fatto capire cosa significhi stare dentro un posto di lavoro ed è una esperienza che difficilmente dimentichero.

GIUDIZIO
Grazie a questa esperienza ho imparato molte cose soprATUTTO UN NOVO MODO DI COMPORTARSI IN UN AMBIENTE TOTALMENTE DIVERSO DA QUELLO A CUI ERO ABITUATO E MI HA INSEGNATO A CRESCRE SOTTO PARECCHI PUNTI DI VISTA SIA PERSONALE CHE LAVORATIVO ED E UNA COSA CHE NON SCORDERO MAI.
Bellettati Matteo, PQUOD srl, Milano
Prima settimana

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Sveglia alle 8:00 in quel di Cinisello, giusto per fare colazione e prepararsi con calma.
Abbigliamento casual, ma non scontato, e ci si incammina verso Piazza Gramsci (10 minuti a piedi) per prendere la linea 31 che passa alle ore 8:47, in direzione Ponale (Milano).
Fermata a Ponale, scendo in metro per prendere la linea lilla verso San Siro, faccio nove fermate e scendo a Cimitero Monumentale e da lì ho 200 metri a piedi per arrivare in azienda.

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L’azienda è la PQUOD s.r.l. ed è situata in una torre del 1600 tra il clima multiculturale di Paolo Sarpi e il nuovo quartiere Volta-Garibaldi, eletta a nuova sede dai più importanti player tecnologici mondiali come Microsoft, Linkedin, Google e Facebook. Si occupa di web developing e digital marketingexternal image arrow-10x10.png, utilizzando tutto il pacchetto adobe, più altri applicativi e strumenti per lo sviluppo di app e siti web.
Lo stabile è disposto su due piani più il piano terra, ognuno dei quali è adibito per la sua mansione.
IMG_20170613_174652.jpgIl piano terra ha in esposizione qualche lavoro fatto dall’azienda, un minifrigo per tenere al fresco bevande, la “schiscetta” e due macchinette, una per il caffè e l’altra per vari snack e acqua;
il primo piano è dove si lavora, c’è una lunga tavolata con 9 postazioni di lavoro, dove si hanno MacBook e monitor esterni collegati. Davanti alle postazioni ci sono due scaffali con book e illustrazioni che fungono da separè e al di là di essi c’è un’altra postazione dove ci si occupa di parlare con i vari clienti telefonicamente;
al secondo piano ci sono i bagni e l’ampia sala riunioni, dove si fanno breafing aziendali e colloqui con clienti.
Il primo giorno mi presento perfettamente in orario, suono al citofono ed esce ad accogliermi Samuele, per tutti Sam; è un ragazzo tranquillo, simpatico, molto bravo a disegnare, infatti si occupa delle illustrazioni. Mi accompagna dentro e vedo che sono uno dei primi ad arrivare e intanto che aspetto la mia referente, mi presento e mi offrono un caffè per fare quattro chiacchere prima di iniziare a lavorare. La mia referente è Lara Seregni, persona simpatica che si diverte a lavorare su progetti “estremi” ed è la cofondatrice di Pquod. Per la prima settimana mi affianco a Lucia, esperta di birre che cura l’immagine di Heineken, Ceres e vari siti di birre; mi parla di Bièrètheque, del tipo di sito che è e conclude dicendomi che il mio compito è quello di caricare tutti i file del vecchio sito all’interno di quello nuovo, per dirlo in linguaggio tecnico dovevo fare data enter in CSS Drupal. Oltre questo lungo e meticoloso lavoro mi ha dato da fare delle Pic per la pagina Facebook della Ceres e dei banner per altre marche.
La mattina stessa mi è stato dato un blocchetto di buoni pasto, così da mangiare fuori con loro in segno di riconoscimento per il lavoro che sarei andato a svolgere e lo stage non poteva iniziare meglio! Pausa pranzo -> ristorante giapponese.
Ore 18:00 si spegne tutto e si torna a casa.
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Seconda settimana
Dopo una prima settimana a caricare file su file speravo in qualcosa di più interessante, anche se alla fine l’ambiente era piacevole e il tempo passava veloce.
Soliti orari, sveglia alle 8:00 e in ufficio alle 9:30/9:40 (tutto a discrezione del treno ovviamente). Quale miglior modo di iniziare la giornata se non con il classico caffè mattutino?
Lo offro a Vincenzo, un ragazzo Pugliese di 23 anni che ha studiato nell’Università di Foggia e venuto a Milano per lavorare, il più giovane all’interno dell’azienda anche se si vede poco a causa di un’azienda cliente che lo vuole li per lavorare al loro sito; fa il frontender insieme a lorenzo, anche detto “picchi”.
Questa settimana mi vogliono mettere alla prova e vedere come me la cavo a fare interfaccia grafiche, sfruttando il mio occhio grafico. Lavoro su un programma che non conosco, Sketch, e mi faccio dare delle informazioni di base sul programma; superate queste piccole difficoltà prendo confidenza con il programma e inizio a lavorare. L’interfaccia in questione era per il nuovo sito web di una rinomata enoteca di Milano e d’Italia, Sarzi Amadè.
Durante questa seconda settimana ho conosciuto meglio Claudio e Anna:
Claudio si occupa di e-commerce e cura l’immagine di varie aziende di cosmetica come Mediterranea e Phyto italia; mi punzecchiava dicendomi “sei uno zarro di cini” e io facevo leva sulla sua passione per i cappelli.
Anna si occupa di fare le interfaccia grafiche, mi diceva “troppo preciso”, perché nel fare interfacce o banner volevo che fossero ben fatti senza sbavature o errori, e io mi divertivo a osservarla lavorare e a fargli notare qualche parte scontornata male o qualche pezzo non cancellato bene, ma in segno di pace mi ha passato ventitre serie tv!

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Terza settimana
Terza ed ultima settimana, il tempo è volato e non ho ancora realizzato che il lunedì dopo sarò a casa a dormire. Quella mattina la Lara mi ha voluto inserire in un progetto per un concorso, uno di quei progetti impossibili che le piacciono tanto; impossibile non per il progetto in se, ma per il tempo. La presentazione era venerdì e dovevamo progettare un’interfaccia per delle nuove macchinette del caffè-distributore di snack, display da 15” con la specifica di dover utilizzare meno tap possibili; in poche parole un’interfaccia semplice, intuitivo ma efficace.
Fortunatamente una parte della progettazione grafica l’aveva già fatta e nel mentre lei andava avanti io dovevo animare tutti i movimenti con i tap e altre azioni, ma il problema era che non sapeva usare il programma, quindi ho dovuto fare da me! Il programma in questione è Priciple e devo dire che anche quando capisci come funziona ti dà lo stesso problemi e intoppi… ma il risultato alla fine è stato ottimo, è rimasta sorpresa, mi ha fatto i complimenti.
Passato questo, andiamo avanti col progetto e me lo affida tutto fino a fine stage, finisco la parte grafico, la sistema e faccio le animazioni con l’ansia per paura di non finire in tempo, anche se lei era ottimista. Verso metà settimana Roberto, l’altro fondatore, mi chiede se sono disponibile per il mese di luglio ad andare a lavorare da loro, con retribuzione, nel caso in cui non trovino una persona e io gli dico subito di si, così rimaniamo d’accordo che mi faceva sapere all’inizio della prossima settimana. Intanto vado avanti con il progetto e arriva venerdì, l’ultimo giorno, e io non voglio andare via. In pausa pranzo la Lara mi dice che l’anno prossimo mi rivuole li a fare un altro stage, ma con basi di HTML e CSS per iniziare a fare frontending, ovvero portare le interfaccia grafiche a web mediante la scrittura di codici appartenenti ai linguaggi prima menzionati, così che dopo il diploma possa andare lì a lavorare. Roberto la segue a ruota e mi chiede se ho intenzione di continuare gli studi, gli rispondo che preferirei lavorare e a quel punto mi dice di passare da loro appena ho il diploma. Questa è un’ottima notizia che mi fa piacere e che mi da sicurezza. Ritorniamo in ufficio e ci mettiamo a guardare i curriculum delle persone che lunedì avrebbero avuto il colloquio; mentre li leggiamo Claudio mi guarda e con aria ironica mi dice che finalmente me ne andavo almeno non rompevo più le scatole e io ho risposto dicendo che gli sarei mancato prendendolo in giro su chi si sarebbe trovato a fianco. Arrivano le ore 18:00 ed è ora di salutare tutti, non volevo andare via, mi piaceva stare li a lavorare. Ci siamo salutati in modo divertente, dicendomi mi tornare a trovarli e ringraziandomi del lavoro che ho svolto; alcuni di loro mi seguono sui social: Vincenzo e Claudio li sento qualche volta su Facebook e Instagram;
Lara mi segue su Instagram e saltuariamente ci sentiamo su Whatsapp.
In queste settimane mi sono affacciato su un lato della grafica che mi piace molto, anche perché si ricollega al mio vecchio corso di studi. Ho potuto imparare molto da questa esperienza, dalla gestione del tempo al gestire progetti in autonomia e ancora allo studio e utilizzo di nuovi programmi; ho potuto conoscere delle belle persone che mi hanno fatto sentire parte dell’azienda e con cui ho legato.
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Questo è un video in cui
si vede una piccola parte
dell’animazione fatta














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La foto della premiazione dei Netcomm e-Commerce Award 2017.
Il sito di Mediterranea ha vinto il premio come miglior sito e-Commerce per la cosmetica in Italia!







Bison Sara, GRAF80snc, Misinto
Brancatisano Maria, Modul Group, Limbiate




Scuratti Andrea, Jona SRL, Paderno Dugnano
Settimana 1
Ore 7,30. In quel di Nova Milanese, un paesino della Brianza, un ragazzo molto assonnato si sveglia sapendo che, dovrà muoversi se non vorrà fare tardi a lavoro. Il tempo di rendersi conto di dove si fosse e del perché ci si fosse svegliati tanto presto, e mi porto in modo goffo e pesante (eh già, il ragazzo in questione sono io) tipo “Lurch” della “Famiglia Addams”, verso la cucina, per una colazione abbondante. Subito dopo ci si prepara e ci si veste.
Ore 7,50. Finalmente raggiungo il garage, accendo la moto (che sarà il mezzo che mi porterà per tutti i giorni di stage) e parto.
Untitled-1.jpgOre 8,15. Sono arrivato in azienda, dopo sette chilometri di viaggio e vedo che Alex, il mio compagno di classe che parteciperà con me allo stage è già fuori dal cancello ad aspettarmi. L’ azienda si chiama Jona SRL e si trova a Paderno Dugnano, in via Piaggio 78 (poco più avanti della nostra scuola). È apparentemente piccola, nel senso che solo una parte di essa, è visibile dalla strada ed è quella degli uffici amministrativi. Entro e ci accoglie uno dei “pezzi grossi” dell’azienda: Renato Berna, un uomo minuto e molto silenzioso, ma molto simile a “Gargamella” dei “Puffi”. Lui ci ha mostrato un po’ tutto l’ambiente di lavoro (e ci siamo ricreduti sulle dimensioni dell’azienda), con i vari macchinari e i responsabili per ogni reparto. Per questa prima settimana, ci affiancano a due impiegati nell’ambito del prestampa (che in sintesi, è tutto quello che noi studiamo a scuola ovvero l’utilizzo dei programmi di Adobe Photoshop, Illustrator, InDesign e delle regole per la progettazione di stampati). Quindi per tutta la settimana, siamo stati a lavorare sui computer a progettare vari prodotti, come ad esempio biglietti da visita, lettere... è stato molto bello, soprattutto perché mi ha permesso di mettere in pratica tutto quello che ho studiato in questi anni, riuscendo a dargli un senso. Il mio tutor, era un uomo di 45 anni, molto simpatico, professionale e competente: il suo nome è Alessandro e lavora lì da poco. Lui mi ha fatto imparare moltissime cose, difatti io gli chiedevo qualsiasi cosa avessi visto a scuola se potesse essere approfondita ed era contento di questo. Con lui mi sono trovato davvero bene e posso dire, che tra noi s’era formato un buon feeling: molte volte facevamo cose utili uno all’altro senza dircelo. Un’altra cosa molto bella è che lui si fidava di me: diverse volte mi ha fatto lavorare completamente in autonomia e questo mi rendeva orgogliosissimo.
Ore 17.30. (Finalmente) Il ritorno a casa. Prima di tornare a casa, passavamo un po’ da tutti i dipendenti a salutarli. L’ambiente di lavoro era stupendo, c’era una grande coesione, voglia di fare e molta allegria.
PS.

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Figura 1 Macchina continua.
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Figura 2 Macchina da stampa a Laser


Settimana 2
La routine della prima settimana è (ahimè) lo stesso per la seconda: sveglia alle 7,30 e inizio della giornata lavorativa alle 8,15/30. La cosa diversa di questa settimana, è il nostro compito all’interno dell’azienda: il lavoro da grafico inizia a svanire col passare dei giorni della settimana, lasciando spazio a quello del tipografo. Eh sì, ci spostano nel “campo pratico e fisico” della grafica: ci mettono ai macchinari. È mercoledì mattina ed il Sig. Barion (il titolare dell’azienda) non tarda ad arrivare. Dopo un fugace saluto, ci affida i compiti della giornata: a me ed Alex è toccato il turno (fino a venerdì) sui macchinari da stampa, rilegatura e cordonatura. Megaparoloni che non ci intimidiscono. O forse sì. Ci spostiamo dalla nostra saletta e andiamo dai nostri nuovi colleghi che ci salutano in modo molto cordiale ed amichevole. Sono molto giovani, si chiamano Ignazio e Davide e lavorano lì da quando hanno fatto il primo stage con la scuola, intorno ai 16/17 anni. Simpaticissimi e disponibilissimi, entriamo subito in confidenza con loro e facciamo amicizia. Ci affidano il primo lavoro: cordonare 100mila pieghevoli e che andranno consegnati il venerdì seguente. Ecco che tutta la simpatia provata i primi momenti svanisce, ma comunque “s’ha da fa” e lo facciamo. Ci spiegano un po’ il funzionamento della macchina e come sistemare i fogli all’interno di essa ed iniziamo subito a lavorare. In sintesi, la cordonatura è una piccola impressione data da un materiale (in genere il metallo) sul supporto di stampa, che ne permette la piegatura.
Ore 12.30. #Vivalapausa!. Stanchi morti per la noia, il caldo afoso (tra i macchinari e temperatura esterna c’era da spararsi) ed anche il fatto di stare in piedi tutto il tempo, arriviamo sfiniti a metà giornata. Noi cerchiamo di camuffare questa nostra stanchezza, ma era incamuffabile: sembravamo due zombie che anziché di cervelli, si cibavano di pasta fredda e frutta (il mio pranzo, gentilmente preparato da una mamma meridionale che fa della pasta, la ragione per cui cucinare). Finita la pausa riprendiamo il nostro lavoro, ma veniamo interrotti da i nostri due giovani colleghi che prima ci invitano a prendere un caffè e successivamente si complimentano con noi per il lavoro fatto (in mezza giornata siamo arrivati a fare l’esatta metà del lavoro e questa cosa deve averli sorpresi) e ci dicono che per oggi quel lavoro è finito. Ci portano poco più avanti rispetto al cordonatore e vediamo la fase precedente ad ogni tipo di lavorazione: il taglio della carta. Per esso si necessita di almeno un macchinario, ma in quell’azienda ce n’erano due: uno serviva a pareggiare la carta e l’altro per tagliarla. Per la prima basta schiacciare un pedale alla base della macchina che essa si inclina sul posteriore e inizia a scuotersi per pareggiarla; per la seconda, basta impostare le diverse misure del foglio e dare la conferma per il taglio.
Ore 17.30. Stravolti più del solito, andiamo a casa. Soddisfatti per aver impressionato tutti per la rapidità e qualità di lavoro e contenti per sentirsi parte di una gran bella “combricola”.

Settimana 3
Siamo giunti alla conclusione di quest’esperienza, breve ma molto intensa. In quest’ultima settimana ho avuto modo di conoscere altre persone fantastiche che mi sono sempre state vicine e che porterò sempre nel cuore. Sono contento di aver fatto parte di questa ciurma ed orgoglioso di aver lasciato un segno in loro. L’ultima settimana non è stata però una settimana di piagnistei e di capricci: abbiamo lavorato sodo fino alle 17,25 di venerdì, per questione di professionalità e che comunque ci saremmo lamentati tra di noi e la situazione sarebbe peggiorata. Questa settimana, fortunatamente siamo sulle macchine da stampa, lavorerò quindi con Ignazio. La tecnica di stampa utilizzata è quella off-set, ovvero che da una (o più, dipende da quanti colori si necessita) lastra lavorata a laser, viene inciso una specie di retino la cui inclinazione varia da colore a colore. Questa lastra passa il disegno a dei rulli in caucciù che a loro volta, lo trasferiscono al supporto di stampa 1. Le giornate passavano velocemente, perché quello che stavo vedendo (ed anche facendo, perché alle volte Ignazio mi affidava qualche lavoretto da solo) mi piaceva molto ed ho appreso un sacco di nozioni che a scuola mai avrei studiato.
Ore 17,25. È giunta l’ora dei saluti. È stato brutto salutare tutti. Sì, perché in quel momento ci siamo scordati del fatto che ci svegliassimo presto e del fatto che faticassimo molto durante quelle giornate. L’unica cosa a cui stavamo pensando, era il fatto che quelle persone tanto cordiali e disponibili, con ogni probabilità non le avremmo più viste. Il lato positivo di questo gesto? Il fatto che mentre li salutavamo, nei loro occhi trasparisse un po’ di tristezza, perché infondo anche a loro dispiaceva lasciarci andare, perché anche loro si erano legati a noi in qualche modo vuoi per le nostre personalità o per il nostro modo di lavorare o per entrambi, comunque, ci avrebbero tenuto lì ancora un po’. Un bel po’.


1. Funzionamento macchina

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2. Macchina da stampa offset e le lastre per i diversi colori.

Ottimo lavoro Andrea, sia per i contenuti (e per le foto) che per la forma. Ci sono solo un paio di imprecisioni nel lessico e nella concordanza che ho evidenziato col colore di questa nota. Visto che, come avevo già detto, questa sarà la prima valutazione dell'anno, direi che puoi aspettarti un voto a due cifre :0






Cacciola Andrea, T&D Services srl, Cesano Maderno



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Introduzione

L’azienda “Ti En Di” è una stamperia situata a Cesano Maderno in Corso Roma 116, un lungo stradone dal quale io passavo tutti i giorni per arrivare al lavoro.
Questa esperienza è stata parecchio pesante e difficile, almeno per il mio carattere! Si sono susseguiti eventi a volte spiacevoli, altre volte accettabili e costruttivi (molto rari) e altre ancora tristi. In poche parole non ho dei bellissimi ricordi di quell’azienda.
Scrivo questa relazione esattamente 24 giorni dopo la mia permanenza in essa e spero di ricordarmi tutto. Comunque direi di cominciare:

1° Settimana

La prima settimana è cominciata con l’arrivo in azienda e con un breve colloquio con il capo Angelo, una persona disponibile e a volte un po’ strana che mi subito cosa fare in azienda. Ero arrivato prima di tutti gli altri dipendenti, probabilmente erano le 8.15. Arrivano le 8.30 e Angelo mi portò nel capannone dove vi era l’ambito della stampa. Qui ho fatto una conoscenza abbastanza spiccia e fredda degli altri dipendenti e degli altri stagisti, dopodichè Angelo tornò nel suo ufficio. Da quel momento rimasi completamente solo, nessuno dei dipendenti mi disse nulla e io mi limitai a scambiare quattro parole con uno degli stagisti, chiedendogli cosa facesse in quell’azienda. Dopo poco tempo decisi di avvicinarmi a uno dei dipendenti, Marco, che mi sembrava più tranquillo e disponibile. Così era! Capii però dopo qualche giorno che lui era lì precariamente e difatti stetti con lui soltanto nella prima settimana, dopodiché non venne più in azienda. Lui si occupava principalmente del taglio della carta. Utilizzava dei grossi macchinari che avevano una lastra posta sul fondo in posizione orizzontale, la quale teneva ferma la carta. Oltre ad essa vi era una pressa che scendeva dalla parte superiore di questo macchinario, che permetteva di tenere ferma la carta in modo più sicuro e, sempre dalla parte superiore, scendeva una lama che tagliava la carta. La pressa e la lama venivano azionati tramite un pedale e due pulsanti.
Oltre a lui vi erano altri due dipendenti Giuseppe che si occupava della brossura (con lui ebbi di più a che fare nella terza settimana) e Fabio, penso probabilmente capo reparto, il quale era forse il dipendente più demoralizzante, per via dei modi bruschi e dei continui soprannomi umilianti che era solito dare agli stagisti e non solo.
Continuò in questo modo, fino a venerdì, quando, distrutto da una settimana stancante, parlai con il capo e spiegandogli quello che avevo vissuto durante la settimana, decise di spostarmi nell’ambito della “prestampa”.

2° Settimana

La seconda settimana riguardò la prestampa… Ma neanche per sogno! Riguardò sì l’utilizzo del computer, ma per altre cose. Per un intera settimana dovetti lavorare su delle tesi dell’Università IULM. Questo compito mi è stato assegnato da una signora di nome Simona, forse la più normale, gentile e disponibile di tutti i dipendenti dell'azienda.
Dovetti inizialmente rinominare dei file PDF con i numeri di matricola di ogni studente (erano 385, se non sbaglio), dopodichè dovetti scaricare tutte le tesi da CD a computer.
In breve:
- Prendere il CD;
- Inserirlo nel computer;
- Scaricare il file in PDF contenuto nel CD;
- Rinominare il file con il numero di matricola e il nome dello studente;
- Estrarre il CD.
(Ah, piccola cosa! Tutti i lavori che mi chiesero sia in ambito di prestampa che di stampa li feci senza aprire bocca e senza lamentarmi! Inoltre cercai di dare sempre il meglio in tutto e per tutto senza mai arrendermi, nonostante il mio carattere molto sensibile)
Il lavoro delle tesi durò per tutta la settimana.
Questo lavoro si alternò con momenti in cui mi affiancavo ad un dipendente di nome Angelo (soprannominato Angelino), il quale si occupava della preparazione dei file per poi essere mandanti in stampa (impaginazione, creazione delle commesse/commissioni e dei preventivi). Con me non parlava molto, giusto qualche volta quando gli chiedevo degli approfondimenti su quello che faceva.
In quest’ambito i lavoratori erano più tranquilli a volte un po’ troppo scherzosi.

3° Settimana

Per tutta la terza settimana lavorai ancora nel capannone. Fabio non c’era più e in effetti il clima sembrava molto più tranquillo. Mi occupai ancora delle tesi ma questa volta dovetti annotare e contare quante tesi erano state stampate e quali mancavano. Oltre a questo aiutai Giuseppe una persona facilmente suscettibile (ci furono dei momenti che quando provavo a chiedergli qualcosa o dire semplicemente se poteva rispiegarmi una cosa che non avevo capito e si infastidiva anche in maniera parecchio brusca). Con lui, come detto in precedenza, mi occupai della brossura, o meglio, lo aiutai a posizionare dei fogli (pagine di un libro) all'interno di un macchinario che permetteva di incollarli con la copertina del futuro libro.
Continuai comunque durante la settimana con i lavori citati nella prima settimana.
L’ultimo giorno fu quello più strano. Nessuno dei lavoratori, a parte due dipendenti (uno nemmeno mi conosceva) e il capo, mi salutò! Fu
abbastanza triste…

Bene Andrea, relazione sufficientemente articolata, devi correggere il tempo dei verbi e modificare alcuni passaggi nelle parti che ho evidenziato. Sarebbe stato utile avere delle immagini dei macchinari che hai utilizzato. la valutazione è comunque positiva.




Prost Flavia, Service Plan, Milano
SETTIMANA 1
Oggi 12 giugno 2017 inizia la mia esperienza da stagista.
Sono le 8.00 e sono sotto casa della ragazza con cui farò lo stage, Melissa. La sto aspettando insieme a mia mamma, per comodità ci accompagnerà ogni giorno in Comasina da lì prenderemo la metro gialla e dopo nove fermate e circa 20 minuti arriveremo a Turati e infine percorreremo 5 minuti di strada a piedi per arrivare all’azienda.
L’azienda che mi ospiterà è Service Plan, un’azienda tedesca molto importante. In Italia si può trovare solamente a Milano.
siamo in metro e quei 20 minuti sembrano non passare più. Siamo entrambe in ansia e a malapena ci parliamo da quanto siamo agitate.
Arrivate al posto, con 5 minuti di anticipo, siamo accolte da una signora di nome Gloria che ci fa accomodare mentre aspettiamo il tutor.
Dopo una decina di minuti ci separano, Melissa viene mandata al piano -1 e io rimango al piano dove ci hanno accolte e mi assegnano una scrivania interamente mia.
Una volta seduta mi rendo conto che tutti i computer sono dei Mac ed io ho sempre utilizzato i Windows.
Panico.
Per fortuna a parte qualche comando la differenza non è molta.
Verso le 10.00 partecipo al Coffee Hour, una riunione che si tiene a inizio settimana per fare il punto della situazione, riepilogando cosa è successo nella settimana appena passata e cosa accadrà in quella che è appena iniziata.
Questa riunione è durata una ventina di minuti. Il clima all’interno dell’azienda è molto leggero, scherzano molto tra dipendenti e superiori e si danno tutti del tu.
Alle 11.00 mi assegnano un esercizio da fare in completa autonomia.
L’esercizio consisteva nel ricopiare precisamente un’immagine di una pubblicità.
Qui sotto ho inserito le immagini del lavoro.
A destra si può vedere il lavoro fatto da me e a sinistra l’esempio che dovevo ricopiare.
Il lavoro non è stato particolarmente difficile ma molto lungo perché ogni elemento che compone la pubblicità fa parte di una foto diversa (es. la donna era una foto diversa da quella del mare che a sua volta era diversa da quella dell’isola, ecc.).
Schermata 2017-06-16 alle 15.51.46.pngSchermata 2017-06-16 alle 15.51.02.png
Alle 13.00 circa sono uscita per la pausa pranzo e insieme a Melissa mi sono seduta su una panchina sempre all’interno dell’azienda.
Finito di pranzare siamo andate a bere un caffè al bar e poi siamo rientrate in ufficio.
Anche il pomeriggio è passato in fretta. Ho finito l’esercizio e consegnato al mio tutor che insieme a un’altra dipendente l’hanno controllato e per fortuna non c’era nessun errore.
Dopo di che mi hanno affidato a un signore della scrivania accanto, il quale mi doveva far vedere i suoi metodi di uso dei vari programmi.
Alle 18.00 mi sono incontrata al portone principale con Melissa e ci siamo incamminate alla metro. Dopo qualche minuto ci siamo rese conto che la strada che stavamo percorrendo non era quella giusta e siamo dovute tornare indietro e prendere quella giusta.
Arrivate finalmente in metro ne dobbiamo aspettare due perché, essendo l’ora di punta, erano tutte piene e non si riusciva ad entrare.
Sono le 19.00 circa e sia io che Melissa siamo in macchina per tornare a casa.
I primi quattro giorni sono passati piuttosto in fretta grazie ai lavori a me assegnati, ho dovuto principalmente creare dei cataloghi per la marca Trudi.
Nei momenti vuoti delle giornate, invece, mi sono state assegnate una centinaia di foto da “scontornare” e modificare.
Schermata 2017-06-14 alle 17.43.56.pngSchermata 2017-06-14 alle 14.18.41.png

SETTIMANA 2
Lunedì ho partecipato di nuovo al Coffee Hour e una volta tornati in ufficio il mio tutor finalmente mi ha assegnato un esercizio: ricopiare una pubblicità (come il primo giorno).
Qui di seguito possiamo vedere l'esercizio, a sinistra il mio lavoro e a destra il lavoro che dovevo ricopiare.
Schermata 2017-06-16 alle 09.46.26.png
I giorni passano ma il mio tutor essendo troppo impegnato con il lavoro non ha tempo per assegnarmi nuovi esercizi e una volta finito di modificare le cento foto, ho trovato le giornate molto lente.

A metà settimana mi hanno scambiata di posto con Melissa.

Adesso sono nel settore creativo dell’azienda.

L’ambiente è piccolo, infatti, si riesce meglio a comunicare e quindi si lavora con più serenità. Davanti alla mia scrivania posso vedere le macchina da stampa che utilizzano. Non mi hanno dato il permesso di fotografarle.

Sono stata affidata ad Andrea, un ragazzo molto competente e disponibile.

Il primo giorno ho dovuto creare un logo celebrativo per gli ottant’anni della marca Lenti e poi applicarlo nella locandina.

Ecco il risultato:
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Nei giorni seguenti ho creato un coordinato per la marca Pam Panorama. L’esercizio consisteva nel creare due loghi per delle gift card con tre tipi di fasce di prezzo differenti. Una gift card dev’essere solamente composta da elementi grafici e l’altra deve contenere una fotografia.
Dopo aver creato loghi e gift card, bisogna inserire il tutto in due manifesti: uno per la gift card grafica e uno per quella fotografica.


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Manifesto card grafica
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Manifesto card fotografica

Alla fine della settimana dovrò fare un book con tutti i lavori fatti da me e come logo dovrò mettere le mie iniziali.
Dopo infiniti bozzetti Andrea ne ha scelti quattro dicendo di provare a realizzarli al computer e di modificarli dove serve.

SETTIMANA 3
Ho presentato i miei bozzetti del logo personale e sono piaciuti specialmente quattro loghi e non sapendo scegliere tra questi mi ha detto di scegliere quello che secondo me funziona maggiormente e di iniziare a pensare all’impaginazione del book.
Avendo fatto più alternative mi sono resa conto che su quei quattro loghi che più gli piacevano ne funzionano solo due, quindi domani presenterò due proposte diverse di book con due diversi loghi.

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Alla fine Andrea ha scelto il secondo logo (quello a destra), con il relativo book.
Mi ha fatto correggere qualche piccola imperfezione ma andava molto bene.
Avendo finito i lavori previsti per gli stagisti, per fortuna, Andrea è riuscito a trovarmi un esercizio da fare: creare un catalogo di premi per la marca Pam Panorama.
Dopo una ricerca su internet di come sono fatti i cataloghi premi dei vari supermercati ma avendone trovati pochi non mi ero fatta un’idea ben precisa.
Nel pomeriggio, ho presentato la prima proposta ad Andrea ma non lo ha entusiasmato molto. Insieme abbiamo cercato dei cataloghi premi e ne abbiamo trovati due dai quali ho preso spunto per creare il mio.
Dopo un po’ di correzioni ho capito come deve essere fatto.

30 Giugno
Oggi è il mio ultimo giorno di stage. In questi ultime settimane mi sto trovando bene, l’ambiente è sereno e le persone sono educate, ti salutano, ti sorridono, a differenza del primo reparto a cui mi avevano assegnato dove probabilmente avevano ricambiato il mio saluto solo il primo giorno.
In mattinata ho terminato il catalogo dei premi.
Successivamente ho applicato il catalogo su immagini di libri in 3D:
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Copertina
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Pagine interne
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Pagine interne
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Pagine interne
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Ultima di copertina

L'esperienza è ormai finita e ne esco molto soddisfatta nonostante le prime settimane un po' lente. Mi ha permesso di conoscere i programmi utilizzati a scuola in maniera più approfondita e di imparare nuovi metodi per svolgere un lavoro in meno tempo e con più precisione.



Marzorati Nicolò, Fabbrica dei Segni Cooperativa Sociale, Novate Milanese

Kang YiYun, "PRODIGIUS", via Bernina 34, Milano

Simona Serratore, OneDay Group , via Cassala 32, Milano


PRIMA SETTIMANA
Sono le 6.30 del 12 giugno 2017, e sono già in uno stato d’ansia superiore al 100%, oggi è una giornata un po’ diversa dalle altre.
So già che la sveglia, per le prossime tre settimane, suonerà così presto e questo per me non è un bel segno, comunque, il mio stato d’ansia deriva da diverse questioni, la prima è che da oggi inizierò a lavorare per la prima volta in un nuovo ambiente, in un ambiente che non è la mia scuola o la mia casa, in un ambiente che ancora non conosco. La seconda questione è che da oggi, per le prossime tre settimane, dovrò prendere da sola i mezzi di trasporto, cosa che non sono abituata per niente a fare.
Tutte le mattine dovrò prendere il treno da Paderno Dugnano e arrivare in Cadorna, per poi prendere la metro Verde e arrivare a Romolo, poi arrivare in via Cassala 32, dove si trova l’azienda in cui dovrò lavorare.
E terza ed ultima questione è che da oggi dovrò relazionarmi con persone diverse che non sono i miei compagni, professori, famigliari o amici. Dovrò confrontarmi con persone che saranno i miei ‘colleghi’.
Comunque ricapitolando, ho già detto che sono le 6.30, io mi sono appena svegliata, il tempo di lavarmi, vestirmi e prepararmi decentemente e sono già fuori casa. Mia mamma mi porta in stazione a Paderno, non posso fare tardi perchè alle 7.15 passa il treno, io arrivo in orario e il prendo il treno, per fortuna fin’ora tutto è andato come previsto. Arrivo in Cadorna e prendo la metro verde, cinque minuti dopo sono alla fermata Romolo, devo salire dei gradini e poi è fatta, posso dire di essere sopravvissuta. E anche questa volta, tutto è andato come previsto! Per fortuna! Ma tra circa tre minuti, a piedi, arriverò in azienda…
TRE MINUTI DOPO..
.. Bene finalmente sono arrivata, anche se con un po’ di anticipo, l’orario d’entrata è previsto per le 9.30, e sono le 9.17, il tempo di una sigaretta ed è fatta, “puntualità’” sarà il mio nuovo soprannome.
(Ah già mi ero dimenticata che in tutto questo, Manuel farà lo stage con me, ma con la piccola differenza che luì è sinonimo di “tranquillità”)
Sono le 9.30, entro e mi accoglie una giovane donna, sulla trentina forse, lei è la receptionist dell’azienda, e mi dice di accomodami giù sui cubotti.
Poco dopo arriva Tea, una giovane ragazza, una persona molto importante all’interno dell’azienda, lei gestisce le risorse umane di ZooCom. E ci accompagnerà per tutto il nostro percorse al ONEDAY.
Tea ci porta subito al nostro tavolo di lavoro e ci presenta il nostro tutor e il suo team.
Il nostro tutor si chiama Stefano, luì è una persona molto in gamba, ogni sua frase è una risata unica, poi c’è il suo team, formato da tre ragazzi che sono Fabio, Giuseppe e Federico, e poi c’è una ragazza, Beatrice.
Loro sono persone che inizialmente sembrano timide e introverse, ma con il passare della settimana sono usciti da ‘guscio’ e anche loro, come Stefano, sono persone con cui si può tranquillamente scherzare.
Comunque, dopo esserci presentati, con il nostro tavolo e anche con gli altri ci siamo subito accomodati alla nostra postazione, e subito dopo ci è stato commissionato un lavoro da parte di Riccardo, un ragazzo del ‘tavolo accanto’, lui ci ha chiesto di realizzare un banner sul ‘GBREAK’.
Il GBREAK è un Viaggio Evento Gay d’Italia che dura quattro giorni.
Questo banner lo abbiamo realizzato utilizzando il programma Photoshop.
Per tutto il resto della settimana siamo stati impegnati a svolgere questo lavoro, che non è stato complicato ma che ha avuto bisogno di molto lavoro.
Durante questa settimana l’azienda ha organizzato un aperitivo all’ora di pranzo, all’interno del C32, in cui ci hanno offerto dei tacos e una bibita a nostra scelta.
SECONDA SETTIMANA
La mattinata procede come al solito, alle 6.30 suona la sveglia, mi alzo mi lavo e mi preparo, mia mamma mi accompagna in stazione e come sempre mi aspettano venti minuti di treno e poi la metro, poco dopo mi ritrovo in azienda.
Questa settimana ci aspetta un lavoro diverso, Andrea, il fotografo ufficiale di ScuolaZoo, ci assegna un nuovo compito, dobbiamo realizzare dei badge per dei ragazzi che partiranno per un viaggio evento, organizzato dall’azienda, a Malta.
Un lavoro molto divertente che ci tiene occupati per l’intera settimana, insomma, anche questa volta non è stato complicato ma abbiamo avuto bisogno di molto tempo per realizzare ciò che si aspettavano da noi, e alla fine, con molto entusiasmo, alla consegna dei nostri badge abbiamo ricevuto i complimenti, lo staff ha apprezzato il nostro lavoro. Per questo lavoro abbiamo utilizzato due programmi, Illustrator per scontornare e ricalcare e Photoshop per modificare le immagini.
Nel corso di questa settimana siamo stati invitati ad un evento, organizzato da ScuolaZoo, in Darsena, a Milano, in cui ci hanno offerto un aperitivo dopo il lavoro, la serata si è conclusa con una festa dedicata ai maturandi e come ci si aspettava è stato molto divertente.
TERZA SETTIMANA
Ecco che la terza settimana è arrivata, e di questo stranamente non ne sono felice. Mi sono affezionata a questo posto, a queste persone e a questa quotidianità.
Questa settimana Stefano ha organizzato una riunione con il suo team, dove siamo stati chiamati anche noi a partecipare. Si è parlato della realizzazione di un nuovo progetto, a mio parere molto geniale e che darà i suoi buoni frutti, il progetto consiste nel realizzare un nuovo stabilimento a Udine, che verrà utilizzato come ‘casa’ per gli studenti che frequenteranno l’università ad Udine, Lo stabilimento prenderà il nome di ‘Magazzini Frigoriferi’ ‘Damè’, vecchio stabile che era li presente. Il nostro compito è quello di inventare un logo per ‘Magazzini Frigoriferi’ e ‘Damè’. Per questo lavoro abbiamo usato Illustrator.
Quindi per tutta la settimana siamo stati impegnati a svolgere questo lavoro e siamo stati felici che le nostre idee sono state prese in considerazione.
Tea ci ha chiesto se eravamo disposti a fare un video-selfie dove spiegavamo cosa avevamo fatto e come ci siamo trovati, da questo video è uscita tutta la nostra felicità per essere stati qua e per aver preso parte a un team così grande. Tutta la nostra esperienza è stata fantastica, ma se potessi cambierei solo una cosa, la permanenza, sarei rimasta volentieri più a lungo.
Inoltre l’azienda ha voluto farci un pensiero, ci sono stati regalati il diario, un quadernino e una sacca di ScuolaZoo.
Arrivate le 18.30 abbiamo sistemato le nostre cose, abbiamo salutato tutti, con un grande arrivederci, e come ormai da tre settimane, ma consapevoli che sarebbe stata l’ultima volta, siamo tornati a casa.


Casati Elena, Studio Form, via Delle Roveri, Bovisio Masciago
SETTIMANA 1:
Sono le 7 in punto del 12 giugno e io come sempre in ogni cosa nuova che faccio sono in uno stato di ansia assoluta perchè da oggi per tre settimane inizierà una nuova esperienza per me ovvero quella del mondo del lavoro ma in fin dei conti sono anche curiosa di vedere come funziona e come ci si comporta.
Detto questo visto che l'azienda dove dovrò lavorare è leggermente lontana da casa mia decido di partire di casa per le 7:30/7:45 per non trovare traffico e non arrivare in ritardo.
Sono le 8:15 e sono arrivata dopo un bel respiro decido di entrare e ad accogliermi ce il mio tutor Gianni,con cui mi sono trovata bene fin da subito è una persona socievole che ti mette subito a tuo agio,non c'era quasi nessuno perchè tutti gli altri dipendenti arrivavano verso le 8:30/9:00, allora il mio tutor decide di farmi vedere quale sarà la mia postazione per le prossime settimane, dopodichè mi fa vedere il resto dell'azienda e mi fa conoscere i pochi dipendenti che c'erano li.
Finito il giro andiamo nel suo ufficio,che era davanti al mio, per parlare dei lavori che avrei dovuto svolgere in quelle settimane.
Infatti mi ha fatto progettare dei calendari, dei pannelli, delle copertine di alcuni libri, loghi per l'azienda ecc... ovviamente prima di fare tutto a computer facevo degli schizzi su carta per farglieli vedere e capire se andavano bene o c'era qualcosa che dovevo cambiare.
Alle 17:30 la mia giornata lavorativa finiva e tornavo a casa stanca ma allo stesso tempo felice di poter mettere in pratica le cose che ho studiato a scuola.

SETTIMANA 2:
L'inizio della seconda settimana si svolge come quello della prima settimana ovvero alle 7 sveglia e 8:15/8:30 inizio giornata lavorativa completando e sistemando i lavori che mi aveva dato la settimana precedente.
Un mercoledi mattina il mio tutor mi disse che voleva fare delle foto a me e ad altri oggetti perchè aveva in mente un nuovo progetto e che doveva essere finito entro venerdi perchè poi dovevamo portare il tutto in un'azienda tipografica che li avrebbe stampati.
Allora finito di fare le varie foto mi metto subito al lavoro del nuovo progetto, mi vengono in mente diverse idee che poi ho discusso con il mio tutor per scegliere quella che sarebbe stata la migliore e quella definitiva da poter stampare.
Infatti venerdi riusci a finire tutti i miei lavori e dopo averli controllati per bene insieme a lui decidemmo di metterli tutti su un'unica chiavetta e portarli in tipografia. Arrivati la abbiamo dato un'ultima occhiata con le persone che dovevano stampare i lavori e ci dissero che potevamo passarli a prendere martedi.
Ore 17:30 finisce anche la mia seconda settimana di lavoro e non vedevo l'ora di vedere i miei lavori stampati.

SETTIMANA 3:
Sono arrivata alla fine di questo percorso anche se è durato poco però è stato bello vedere come funiona il mondo del lavoro e come ci si comporta.
L'ultima settimana li non fu cosi particolarmente pesante mi fece iniziare altri lavori che anche se non avrei finito mi disse che non era importante perchè quello che gli serviva era gia stato fatto tutto.
L'ultimo giorno per passare il tempo visto che non avevo nulla da fare aiutai il mio tutor con dei piccoli lavori che gli servivano come sistemare lo studio fotografico o altri uffici oppure sisemare alcune foto con photoshop ecc....
Ore 17:30 di venerdi 30 giugno era arrivato il momento di salutare tutti, infatti passai in tutti gli uffici a salutare, e mi augurarono buona fortuna per il mio ultimo anno scolastico.







Grandin Marta, Arti Grafiche Turati SRL, via Lavoratori Autobianchi, Desio



Pasciuta Alex, Jona SRL, Paderno Dugnano
PRIMA SETTIMANA (DAL 12 AL 16 GIUGNO)

12 giugno ore 7.00 in casa Pasciuta suona la sveglia, mi alzo conscio che oggi sarà un giorno particpolare, l'inizio di una nuova esperienza... il primo giorno di stage lavorativo.

Come ogni mattina d'estate dopo essermi preparato vado a casa dei miei nonni per bere un bel caffè caldo che mi darà la giusta energia per affrontare almeno la mattinata.

Si sono già fatte le 8.00 e visto che non ho ancora la patente mi faccio accompagnare in macchina da mio nonno, destinazione Paderno Dugnano, Via Piaggio 78 dove è situata la sede dell'azienda Jona S.R.L.

L'azienda si trova a pochi chilometri da casa mia, da Senago a Paderno devo solo percorrere un tratto di Comasina che a quell'ora è molto trafficata anche a causa dei lavori in corso per sistemare i binari del tram.

In quindici minuti circa ci troviamo davanti alla ditta, non c'è ancora nessuno, aspetto qualche minuto ed ecco che dal fondo della via arriva in sella alla sua moto Andrea, il mio compagno di classe e per tre settimane d'avventura nel mondo del lavoro.

Entrando inizio a sentirmi un po' ansioso, tipico del mio carattere, le novità mi agitano ma man mano che prendo confidenza con l'ambiente mi tranquillizzo.

Entrati ci viene incontro Renato Berna (uno dei due proprietari dell'azienda), un uomo magro, di bassa statura e di poche parole. Lui ci accompagna per una breve visita dell'ambiente spiegandoci i vari settori, macchinari e le varie operazioni che i dipendenti svolgono.

Per la prima settimana siamo affiancati a due impiegati nel settore della prestampa, ovvero tutto ciò che stiamo studiando a scuola (Photoshop, Illustrator, InDesign e nozioni per le varie fasi della stampa), finalmente si passa dalla teoria alla pratica!

Il mio tutor è Paola una donna abbastanza “fredda” ma molto professionale, preparata e grande lavoratrice. Nonostante il suo modo di fare, a volte un po' rude, standole vicino ho imparato tante cose che prima conoscevo solo in maniera teorica e da subito mi sono sentito a mio agio superando quel momento iniziale di agitazione.

La settimana è volata, tra stampe di biglietti da visita, lettere, volantini, brochure e piccoli lavori manuali con l'utilizzo di macchinari e computer.


SECONDA SETTIMANA (DAL 19 AL 22 GIUGNO)


La seconda settimana inizia con una novità, infatti, appena entrati veniamo accolti da Vittorino Barion (il secondo proprietario dell'azienda), un uomo di mezza età, molto alto, magro ed esigente con i propri dipendenti.

Ci comunica immediatamente che le mansioni per questa settimana sono differenti da quella appena trascorsa e ci accompagna nel settore tipografico della ditta, presentandoci a Davide ed Ignazio, due ragazzi poco più grandi di noi, molto simpatici e disponibili a risolvere qualsiasi tipo di problema da noi riscontrato.

I due nuovi “insegnanti” per questa settimana ci spiegano il funzionamento della cordonatrice, il macchinario che dobbiamo utilizzare per portare a termine il lavoro appena assegnato, ovvero cordonare 100 mila pieghevoli entro il venerdì seguente. La cordonatrice è una macchina composta da un display (dove si possono cambiare le impostazioni), un carrello, sul quale si poggiano i fogli che attraverso la pressione di un supporto (in genere metallico) ne facilita la piegatura.Ci mettiamo subito all'opera e basta poco per capire che, forse per il caldo afoso di questi giorni che si accentua dal calore emanato dalle macchine e dal fatto che è necessario stare in piedi, sarà una mattinata faticosa.Io e Andrea non abbiamo mai aspettato la pausa pranzo con ansia come questa volta, per fortuna oltre la pasta, i panini, le pizzette e della frutta fresca, c'è anche un signore anziano di nome Gianni che con le sue battute e un linguaggio a dir poco colorito ci fa morire dalle risate facendoci dimenticare la stanchezza.Pausa finita (purtroppo), ci mettiamo di nuovo al lavoro ma con un ulteriore carica emotiva che ci viene data da Davide ed Ignazio, i quali si complimentano con noi per la velocità e la qualità del lavoro svolto fino a quel momento, infatti la metà di quanto ci è stato assegnato è stata svolta.Per questo motivo ci fanno vedere il funzionamento di altre quattro macchine: una serve per pareggiare la carta, attraverso un pedale posto nella parte inferiore, essa si inclina posteriormente da un lato e incomincia a scuotersi; nella seconda dopo aver impostato le misure (il formato), si da la conferma per il taglio; con la terza basta appoggiare un “blocchettino” di volantini sulla macchina, schiacciare un pulsante posto sulla destra e questa automaticamente raggruppa i fogli tramite un nastro; l'ultima macchina serve per realizzare dei pacchi termo, si infila il blocco di fogli dentro a un cellophane, lo si inserisce nella macchina, si chiude il coperchio che dopo qualche secondo, si apre con i fogli imballati grazie ad alte temperature emesse da essa.Tutti questi macchinari li abbiamo usati fino a venerdì imparando anche il lavoro dell'operaio.
TERZA SETTIMANA (DAL 26 AL 30 GIUGNO)

Nuova settimana nuova mansione, precisamente nel settore della stampa affiancato da un nuovo “tutor” Marco, un uomo molto alto, magro, con pochi capelli di colore chiaro. Con lui mi trovo molto bene perchè mi spiega in modo esaustivo il funzionamento della stampa off-set e di altri strumenti indispensabili come la console e il densitometro quest'ultimo studiato durante l'anno con la prof. Montini in T.P.P.Il macchinario per la stampa off-set è composto da quattro lastre (ciano, magenta, giallo,nero), non devono essere utilizzate per forza tutte ma dipende dal lavoro assegnato. La stampa off-set si basa sul principio di repulsione tra i liquidi, in questo caso acqua, olio e inchiostri. E' chiamata indiretta perchè a differenza delle altre tecniche di stampa in cui l'inchiostro passa direttamente dalla lastra di alluminio alla carta, qui l'inchiostro viene trasferito dalla lastra litografica sul caucciù e da li alla carta. E' proprio grazie al caucciù che la qualità di stampa off-set è ottima anche sulle carte non lisce. La stampa avviene grazie a tre cilindri: il primo cilindro, che porta la lastra avvolta, viene bagnato dai rulli umidificatori e inchiostratori. Il secondo rullo, su cui è presente il caucciù viene messo in contatto con il primo, riceve la stampa che successivamente riporta sul foglio, grazie alla pressione esercitata dal terzo rullo.Anche questa settimana sta ormai per concludersi, tra felicità per l'inizio delle meritate vacanze e tristezza per dover lasciare per sempre delle fantastiche persone che ci hanno accompagnato in questa straordinaria avventura.Con me porterò per sempre il ricordo di questi meravigliosi compagni, del loro affetto, della loro pazienza, della loro professionalità e di aver appreso non solo le nozioni lavorative ma anche il comportamento da tenere in questo mondo esclusivo per noi ragazzi.


Criconia Andrea, Studio Form, via Delle Roveri, Bovisio Masciago



Maria Brancatisano, Modul Group, Limbiate (MB)

SETTIMANA 1 (dal 12 al 16 giugno)


Sono le 8 in punto e ho appena messo a tacere la sveglia: non sopporto svegliarmi così, ma d'altronde non c’è altro modo per svegliare una ragazza come me al primo giorno di vacanz.. di stage, volevo dire di stage.
Tempo che connetto il cervello e l’ansia mista a curiosità mi assale, chissà come sarà l’ambiente lavorativo, non riesco ancora a immaginarmi seduta dietro una scrivania mentre lavoro a qualche progetto.
L'azienda in cui affronterò questa esperienza è la Modul Group a Limbiate, che si occupa di arredamenti per spazi commerciali, e fortunatamente dista 5 minuti in bicicletta da casa mia ed inizio alle 9, quindi in questa cinquantina di minuti ho il tempo di fare colazione e prendere tutto l’occorrente, appunti dei vari programmi compresi perché non si sa mai che io mi scordi qualche funzione sul momento.

Arrivo alle 9 puntuale in azienda e subito vengo accolta da Mario Monza, il proprietario dell’azienda nonché padre del mio tutor, che fa una battuta sul fatto che posso stare tranquilla perché nessuno mi mangerà e mi offre un caffè, che rifiuto gentilmente, mentre attendiamo l’arrivo del mio tutor, Andrea Monza.
Dopo pochi secondi arriva e dopo una breve presentazione sul piano terra dell’azienda mi porta al primo piano, dove sulla sinistra si può trovare una showroom, in cui ci sono vari campionari di legno, mentre sulla destra si trova il bagno e una stanza, in cui sono presenti tre scrivanie per i computer: una grande con sopra tre monitor collegati tra loro vicino la finestra e due disposte parallelamente dalla parte opposta.
Andrea mi spiega che la sua scrivania, come avevo immaginato, è quella vicino alla finestra mentre la mia sarà “quella bella in legno”, come l’ha definita lui, vicino al muro. Proprio in quel momento entra un ragazzo che avrà la mia età, esordendo con un “non sei qua da nemmeno un giorno e già mi rubi la scrivania?” in tono scherzoso. Andrea mi presenta a lui dicendo che “per mia sfortuna” l’altro ragazzo di nome Angelo sarà il mio compagno di stage per le prossime due settimane, con la differenza che lui si occupa della parte amministrativa in quanto studente del quarto anno all’indirizzo di amministrazione.

Fatte le presentazioni e un breve tour dell’azienda, Andrea mi affida il primo incarico: devo trovare una soluzione adatta per un cartellone che contenga il logo e le informazioni di base dell’azienda.
Per il resto della settimana ho continuato questo progetto e completato altri due incarichi, che consistevano nel creare delle “grafichette”, utilizzando Photoshop, per due tipologie di negozi di cui l’azienda si occupa nella scaffalatura: negozi di animali e negozi di caramelle.

Queste sono le soluzioni che ho proposto e che sono subito piaciute ad Andrea:
collage candy shop A5.jpgcollage micio bau A5.1.jpg

In questa settimana mi sono trovata parecchio bene, sono tutti molto simpatici e sempre disponibili a offrirti un caffè, che ho sempre rifiutato perché non mi piace. Ora posso andare a letto senza preoccuparmi del suono della sveglia domani mattina, a settimana prossima!

SETTIMANA 2 (dal 19 al 23 giugno)


Rieccomi qua sveglia alle 8 del mattino del secondo lunedì di stage, pronta ad affrontare la settimana. Con la stessa routine della scorsa settimana, sono arrivata in anticipo di una decida di minuti. Non sono ancora arrivati né Andrea, il tutor, né Angelo, l’altro stagista, ma decido ugualmente di mettermi nella mia postazione e iniziare a pensare a nuove soluzioni per altri collage con le foto di vari negozi che mi hanno anticipato settimana scorsa. Come programmi per adesso fortunatamente ho utilizzato solo Photoshop, ma penso che questa settimana mi toccherà utilizzare anche Indesign, sul quale non mi sento per niente pronta perché lo trovo un programma complicato e poco intuitivo, nonostante io abbia pagine piene di appunti sul suo funzionamento. Ora è arrivato Andrea con un nuovo incarico da farmi svolgere, ti riaggiorno dopo, ora è tempo di lavorare!

(4 giorni dopo)


Le ultime parole famose le ho dette, lunedì mi è stato incaricato di rivedere il catalogo del “panorama”, un tipo di mobile per i negozi specialmente di abbigliamento, utilizzando Indesign. Inizialmente ero in panico, poi mi sono armata dei miei fidati appunti e ho iniziato a lavorare. Ho aggiornato il logo dell’azienda e modificato degli elementi presenti in ogni pagina. Andrea ne è rimasto soddisfatto, anche se mi ha fatto notare che lavoro molto silenziosamente senza chiedere eventuali spiegazioni o chiarimenti riguardo i lavori, e mi ha ripetuto che posso chiederglieli in qualsiasi momento senza preoccuparmi di disturbarlo.. ha decisamente centrato il punto, probabilmente dovrei lasciare da parte la paura di porre domande stupide su cose che non mi sono molto chiare.

Oltre a questo catalogo, ho continuato a fare i collage per vari negozi, tra cui delle fumetterie, realizzate da loro in molte città d’Italia, delle cartolerie, dei negozi di ferramenta e dei colorifici.
Il collage delle fumetterie gli è piaciuto particolarmente, tanto che l’ha subito pubblicato sulla pagina Facebook dell’azienda, assieme a quello del negozio di caramelle che ho realizzato settimana scorsa. Sono soddisfatta di questi risultati, sinceramente non me li aspettavo.

Giovedì mi ha fatto lavorare assieme ad Angelo, abbiamo rivisto assieme il catalogo dei banchi per bar e pasticcerie e mentre lui correggeva e modificava le tabelle dei prezzi io cercavo di sistemarle ancora una volta su Indesign. Ci siamo trovati bene a lavorare insieme ed anche per questo Andrea è rimasto soddisfatto.

L’ultimo lavoro che ho svolto oggi è stato scontornare degli armadietti per le palestre, per poi passarli ad Angelo che li ha pubblicati nei vari siti di annunci.
E così si è conclusa anche questa settimana tutto sommato in positivo, ora manca solo un ultimo “sforzo” per concludere questa esperienza. Beh, a settimana prossima!

collage fumetterie A5 1.jpg

In alto, il collage che ho realizzato per i negozi di fumetti, mentre in basso due pagine interne del catalogo del "panorama":

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SETTIMANA 3 (dal 26 al 30 giugno)
Eccomi qua, ad affrontare l’ultima settimana di questa esperienza!
Come da due lunedì a questa parte, mi avvio con la mia fidata bicicletta verso l’azienda e arrivo puntuale. Oggi c’è un cambio di stagista, Angelo ha concluso le sue tre settimane in azienda e al suo posto è arrivato un nuovo ragazzo del suo stesso indirizzo di nome Paolo. Un po’ mi dispiace, perché è anche grazie ad Angelo se mi sono ambientata velocemente, se fossi stata da sola in questo ambiente nuovo probabilmente avrei parlato ancora meno di quel che ho fatto in queste settimane. Brutta cosa la timidezza, solo in poche occasioni riesco a combatterla.
Paolo sa come creare un’applicazione per il sistema Android scaricabile su smartphone e tablet, grazie a un corso che ha seguito con la scuola, quindi Andrea ha chiesto a lui di crearne una per l’azienda e di collaborare con me per la parte grafica, per decidere quali colori utilizzare e quale icona scegliere.Questo progetto mi ha occupato gran parte della settimana, assieme al progetto dello slide show che Andrea mi ha chiesto di realizzare con i vari tipi di arredamento per i negozi che producono. Questo slide show poi l’ha pubblicato su Facebook promuovendolo per farlo visualizzare a più persone possibili, ne era molto entusiasta.
Questi ultimi due progetti mi sono piaciuti particolarmente, mi hanno permesso di mettere in pratica e capire meglio molti argomenti che abbiamo studiato a scuola in questi anni, come ad esempio lo studio dei colori fatto in teorie della comunicazione e l'utilizzo di determinate funzioni di Photoshop o Illustrator, di cui non ero molto pratica, praticate in laboratori tecnici.
Oggi che è stato l’ultimo giorno, Andrea, Mario e alcuni dipendenti mi hanno salutata ringraziandomi per i lavori che ho svolto. Andrea mi ha chiesto la disponibilità anche per il mese di luglio, perché avrebbe altri lavoretti da farmi fare. Andando in vacanza ad agosto, ho confermato la mia disponibilità e lui mi ha risposto che mi richiamerà a breve.

Ho concluso questa esperienza con molta soddisfazione e in un modo che non mi sarei aspettata, ho capito meglio cosa vuol dire lavorare in ambito lavorativo e il dover rispettare i tempi di consegna di un determinato progetto, oltre che capire quale dei progetti in esecuzione ha la priorità sugli altri per importanza nonché per i tempi stretti.
Bhe che dire.. non mi resta che attendere questa chiamata!




Manuel Lo Monaco, OneDay Group , via Cassala 32, Milano
PRIMA SETTIMANALunedì 12 giugno, la scuola è finita giusto tre giorni fa, neanche il tempo di gioire per ciò che devo iniziare la mia esperienza in stage, e quindi rimandare le vacanze di qualche settimana, bene ma non benissimo direbbero alcuni. Oltretutto per la mia felicità dovrò alzarmi ad orari che non adoro, ma dopo averlo fatto da nove mesi a questa parte penso possa farlo ancora. Mi sveglio intorno alle 8.00, nonostante debba lavorare in zona Romolo, a ridosso dell'omonima stazione ed il Naviglio non ci vuole molto per arrivare a destinazione, come detto una volta sveglio mi preparo velocemente per non arrivare in ritardo (cosa che per poco non riuscivo a fare anche il primo giorno di stage). La fretta ed il traffico mi fanno passare velocemente il buon umore che avevo sin dalla sera prima data da questa nuova esperienza, anche se suonerà strano ero ben felice e soprattutto curioso di affrontare questa nuova espierenza, cosa totalmente contrapposta a quanto provava Simona, che mi avrebbe fortunatamente accompagnato e tenuto compagnia in queste settimane di giugno. Si fanno le 9.00 cerco frettolosamente ed inutilmente posto per l'auto vicino alla stazione di Comasina dove da lì a breve prenderò la metro; una volta a bordo cerco di ritrovare il buon umore infilandomi le cuffiette all'orecchie e non badando ai pendolari che la affollano quotidianamente, arrivo alle 9.30, Simona è già dentro che mi aspetta, insieme a Tea, che si occupa delle risorse umane dell'azienda, a quanto pare lavoreremo fianco a fianco. Una volta presentatoci il nostro tutor Stefano, ragazzo tanto alto quanto simpatico, e gli altri ragazzi, anch'essi davvero simpatici, presenti al nostro, fra i tanti, tavoli da lavoro ci viene assegnato il primo compito. Una presentazione semplice di noi stessi da redigere ed inviare a Tea, questione da poco. Poco dopo Riccardo, un ragazzo che lavora in un tavolo parallelo al nostro ci incarica il nostro primo "vero" lavoro: realizzare un banner animato dell'evento gay "GBREAK" interamente gestisto da loro, utilizziamo tutta la prima settimana per la creazione di questo elaborato nelle sue varie versioni, e chiudiamo la prima settimana soddisfatti del lavoro svolto in coppia e soprattutto dell'impatto che ha avuto l'azienda e l'ambiente su di noi.
SECONDA SETTIMANAInizio ad ingranare col ritmo lavorativo, anche se la prima settimana mi ha stancato molto visto che vedeva alzarmi alle 8.00 e tornare a casa non prima delle 19.00, ma proseguo, sono motivato. Questa seconda settimana di stage ci vede presi con un lavoro, anche se già propostoci gli ultimi giorni della settimana antecedente, commissionato da Andrea, il preparatissimo fotografo di ScuolaZoo, anche lui, come noi, prima di venire a lavorare qui ha studiato grafica all'istuto Meroni di Lissone, facciamo presto a stringere amicizia anche con lui. Il lavoro prevedeva la creazione di alcuni badge personalizzati per un viaggio evento (uno fra i moltissimi) a Malta anch'esso organizzato e gestito da loro, lavoro che ci ha tenuti occupati per l'intera settimana ma che anch'esso ha saputo divertirci molto per la creatività ed ovviamente per le nostre attitudini al lavoro. Verso la fine della settimana io e Simona veniamo invitati ad un evento nella stupenda Darsena a tema esami di maturità che si stavano svolgendo proprio in quei giorni, purtroppo ho declinato l'invito visto che la sera stessa avevo in programma un concerto, invece Simona è andata all'evento e si è divertita come speravo ed immaginavo, confermatomi da lei stessa con fervore la mattina seguente. Esso si è andato ad aggiungere ad uno fra i tanti eventi che cadenziavano i nostri giorni in azienda, che fossero pranzi (decisamente particolari) a tema messicano e musica o semplicemente gremiti di cibo di qualunque tipo. Effettivamente ogni giorno vedavamo i nostri "colleghi" farsi spedire le più strambe cose durante le ore di pranzo, decisamente in linea con lo spirito dell'azienda.
TERZA SETTIMANALa terza settimana arriva con sempre più voglia di andare in vacanza ma sempre meno di finire quest'esperienza che ha stravolto l'immaginario lavorativo mio e di Simona. Il lavoro che ci terrà occupati quest'ultima settimana vedeva la progettazione e creazione del logo e sito di una nuovissimo progetto in fase di creazione in quel di Udine. Dopo un'accesa ma pur sempre divertente riunione coi nostri "compagni di tavolo" Fabio, Giuseppe, Federico e Beatrice con cui ormai avevamo un gran bel rapporto (come con la maggioranza dell'azienda) supervisionata e gestita da Stefano decidiamo sul da farsi. La location, uno stabilimento "vintage" adibito un tempo alla creazione di frigoferi (e da cui poi prenderà spunto il nome dell'ambiente) ad Udine prevedeva la creazione di uno spazio per lo studio ed alloggio degli univesitari del posto. Durante la settimana sforniamo decine di loghi, poi eventualmente utilizzati nel sito in allestimento proprio dai nostri colleghi Fabio e Giuseppe. Chiudiamo l'esperienza realizzando una videoclip propostaci da Tea in cui avremmo raccontato la nostra esperienza, ed in futuro pubblicata insieme a quelle degli altri stagisti, ultimata ciò ci ritroviamo all'ultimo giorno, dove con tanto affetto salutiamo e veniamo salutati da un'infinità di persone, senza lasciarci andare però a mani vuote, regalandoci una sacca contenente un quaderno ed un diario da loro prodotti. Indubbiamente è stata una bellissima esperienza lavorativa tanto quanto di vita.
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I ragazzi del OneDay Group con cui abbiamo collaborato


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Jessica Gila, PRODIGIOUS, Via Bernina 34, Milano


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1 SETTIMANA

4 settembre 2017. Una canzoncina famigliare interrompe il mio sonno, costringendomi a tirarmi su dal letto e ricordandomi che questa mattina sono giunta alla fine della "pacchia" durata tre mesi e che mi vedeva in spiaggia, sullo sdraio, a sorseggiare una bevanda rinfrescante e abbuffarmi di fette di anguria e cocco. Questa mattina mi troverò ad affrontare la mia prima esperienza lavorativa nell'ambito dell'indirizzo di studio a cui sono iscritta, ovvero grafica e comunicazione. Dicevamo...spenta la sveglia fissata alle 8.15, mi preparo e, dopo aver portato giu i cani, per le 8.30 mi reco alla fermata distante praticamente 20 passi da casa mia. Da qui avrò due opzioni per recarmi all'azienda utilizzando i mezzi (teoricamente 3, ma la metro non la prendo perchè mi mette in paranoia). La prima possibilità è prendere la 70, che passa appunto sotto casa mia, e una volta salita mi accomodo finchè non arrivo a Maciachini M3, per poi proseguire 5 minuti (ne bastano 2 ma ho la falcata corta) e giungere all'ingresso dell'impresa. La seconda possibilità è recarmi alla fermata sotto le torri di Bruzzano (quartiere dove vivo) e prendere la 52 fino a giungere al capolinea presso Niguarda, e da lì servirsi del tram 4. Anch'esso mi lascerà presso Maciachini M3, per permettermi di raggiungere l'azienda. Ovviamente con la prima opzione sono molto più comoda e difatti usufruisco di esso per la prima settimana di stage. Giunta davanti all'azienda, non sono particolarmente agitata anzi tutt'altro. Forse a prevalere è la stanchezza e il sonno, dato che per tutto il tragitto non ho fatto altro che sbadigliare e mi stavo riaddormentando sulla spalla di una povera anziana che probabilmente si stava recando al mercato del lunedì con il suo carrellino. Tornando all'azienda, alla PRODIGIOUS, come si presenta? Esternamente è di forte impatto, non passa sicuramente inosservata date le sue mura ricoperte di numerose piattaforme colorate che sfumano dal verde, all'arancio e dal rosso al blu. Ha tre porte d'ingresso, ma la principale è quella più imponente, con una grossa porta scorrevole bianca che, una volta superata, viene seguita da un'altra porta scorrevole con i vetri trasparenti.
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Ad accogliermi c'è la receptionist che, dopo essermi presentata mi invita a superare i tornelli (che già da domani potrò valicare con il badge che mi verrà fornito nel pomeriggio) e ad accomodarmi nell'area di aspetto ad attendere l'arrivo della segretaria.
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Dopo neanche qualche minuto ecco una signora di statura piccola e leggermente in carne, con i capelli arruffati e carnagione olivastra spezzata da un rosso mattone steso sulle sue labbra in modo alquanto marcato. Mi si avvicina con il sorriso paragonabile a quello di una persona che incontra un cucciolo per strada, mi saluta chiamandomi per nome (e la cosa mi spiazza) e dandomi due baci sulle guance (e la cosa non mi spiazza più, mi mette completamente a disagio non essendo un'amante del contatto fisico, giacchè inizio a pensare che mi abbia confuso con qualcun altro). Mi invita a seguirla scordandosi che, sì lei sa il mio nome ma io non ho la ben che minima idea di chi sia..quindi scovo il suo nome dicendole che mi sfuggiva, scoprendo che questa donnina così esuberante si chiama Lucia. Raggiungo quello che sarà l'ufficio dove trascorrerò i prossimi giorni, e vengo accolta in modo caloroso da tutti i miei colleghi. Mostratami la mia postazione, vi poso le mie cose e inizio a guardarmi intorno, un po' per studiare l'ambiente nuovo, un po' per tentare di capire le persone con cui condividerò "il tetto" lavorativo nei prossimi giorni. Vengo raggiunta dalla responsabile dell'area esecutor (dove sarò impegnata io), la Sig.ra Laura Negrini. Donna di grande autorità e sicurezza che trasmette in modo naturale e facilmente percepibile da chi sta dialogando o le sta accanto. Dopo un breve giro dell'azienda e una presentazione generale con i miei compagni di lavoro, la Sig.ra Negrini mi riaccompagna alla mia postazione. Qui mi elenca le raccomandazioni e l'atteggiamento consigliato nell'ambiente di lavoro, mi lascia al mio primo giorno alla Prodigious. Avendomi consigliato di non stare fissa alla mia postazione (almeno il 1° giorno). Faccio un giro fra le varie postazioni per vedere di cosa si occupano i miei colleghi. L'ufficio è così strutturato: (vorrei caricare delle foto ma mi dicono che non mi è concesso pubblicare foto scattate all'interno dell'ufficio, quindi cercherò di descrivere il più dettagliatamente possibile per rendere l'idea) una grossa stanza con enormi vetrate che danno sul vialone principale di Maciachini, ma che non permettono ai pendolari di passaggio di sbirciare cosa accade all'interno dell'azienda. Didentro la stanza sono disposti 8 grossi tavoli. Ogni tavolo ha 4 postazioni con enormi Mac molto sofisticati e di alta qualità. Ogni postazione è personalizzata in base all'impiegato a cui appartiene. Chi con foto della propria famiglia, chi con numerosi post it colorati pieni di dediche, indirizzi e recapiti telefonici, chi con modellini di macchine e moto o lavoretti infantili in cartapesta. Insomma postazioni personalizzate che in fin dei conti ti fanno sentire in un ambiente caldo e famigliare. Ogni tavolata svolge un compito ben preciso. In generale si occupano tutti di impaginazioni, ma ogni tavolo ha il suo mittente, ad esempio il Carrefour, il Mc Donald o la Maserati. Mentre un tavolo messo nell'angolo vicino all'ufficio della responsabile, si occupa delle pagine web e delle modifiche con photoshop. Io mi sono affiancata ad una mia ex compagnia di scuola uscita 2 anni fa. Inizio a raccogliere informazioni sulla Prodigious ponendo delle domande cercando di non intralciare il suo lavoro. Scopro dalle sue parole e posso constatare io con i miei occhi che è un ambiente molto semplice e tranquillo. C'è armonia e sostegno tra i colleghi, ridono scherzano, si aiutano con il lavoro se qualcuno è in difficoltà. Un collega mi chiama invitandomi di fianco a lui per mostrarmi di cosa si stesse occupando. Il Sig. Luca Gamberini, uomo con 20 anni di esperienza nel campo. Molto disponibile e cortese, parliamo della mia scuola e nel frattempo interviene anche un altro ragazzo Marco Stucchi,anche lui ex allievo del Gadda. Luca mi racconta i suoi lavori più importanti e mi coinvolge nel lavoro che sta eseguendo riguardo ad un'impaginazione. Dopo la pausa di un'ora, dalle 13.00 alle 14.00, passata alla mensa dell'azienda tra una chiacchiera tra colleghi ed un caffè per ricaricarsi (gentilmente offertomi da Luca), torniamo in ufficio dove mi viene assegnato il mio primo lavoro in autonomia di impaginazione, o meglio riportare delle modifiche ad un quartino per il Carrefour Market, modificandone l'ultima pagina. Mi lascia svolgere il lavoro rassicurandomi che per ogni dubbio o problema mi sarei potuta rivolgere a lui senza preoccuparmi di disturbarlo, lo ringrazio ed inizio. Finisco il lavoro nei tre giorni seguenti perchè il cliente continuava a cambiare idea su ciò che voleva all'interno del quartino. Alla fine ho la conferma che al cliente è piaciuto il lavoro e si potrà procedere con la stampa. La mia settimana si conclude eseguendo degli scontorni e con una breve lezione sul packaging (argomento che affronteremo quest'anno) di cui si stavano occupando due miei colleghi per conto di Mc Donald. Giunte le 17.00 concludo definitivamente la prima settimana, molto entusiasta di come mi sto trovando all'interno della Prodigious, sia con i colleghi sia con i lavori che mi vengono assegnati.

2 SETTIMANA


Anche oggi raggiungo l'azienda alle ore 9.00, mi reco alla mia postazione dove poso le mie cose e mi preparo a lavorare, ma vengo raggiunta da due miei colleghi, Tony e Cesare, che mi invitano con loro a fare colazione, proposta che accetto volentieri non avendo avuto occasione di farla a casa. Prese le forze mattutine per affrontare almeno la prima parte della giornata, accendo il mio computer ed inizio a scontornare delle immagini caricatemi sul server. Durante questa settimana Luca, mi fa trovare sulla mia scrivania, il quartino di cui mi furono incaricate le modifiche da riportarvici. Questa settimana passa velocemente, ed io mi ambiento sempre di più, con i colleghi ormai ho un ottimo rapporto e molta confidenza. Modifico molti volantini, e spesso vengo interpellata per dare la mia opinione sui lavori del mio team.

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3 SETTIMANA

Sono giunta alla mia ultima settimana, ovviamente arrivo in azienda alle 9.00 e dopo la colazione oramai di routine al bar, mi reco in compagnia dei miei colleghi in ufficio.Qui Luca mi invita a raggiungerlo alla sua postazione e mi informa che oggi vedremo in modo più approfondito le stampanti dell'area produzione. Mi farà eseguire la calibrazione del plotter. Ci dirigiamo entrambi presso le stampanti e mi mostra come si calibra un plotter. Si stampa la tavola di colori , la si posa sul piano di appoggio e utilizzando lo spettro fotometro , gli si danno le coordinate manualmente. In seguito si lascia lo spettro leggere tutte le 25 righe secondo le coordinate dategli. Finito la lettura si verificano gli errori presenti nella calibrazione e cliccando su miglioramento automatico, si avvia un'altra stampa della tavola di colori, fino a che non si avrà un totale miglioramento nella calibrazione della tinta. Il procedimento può richiedere un po' di tempo. Noi lo svolgiamo 5 volte, le prime due in presenza di Luca, le ultime 3 da sola. Quando leggo tutte le coordinate di lettura del colore segnate di verde informo Luca e ho conferma che la calibrazione è stata eseguita. La calibrazione va eseguita una volta alla settimana.

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Nonostante fossi arrivata al mio ultimo giorno , mi fanno scontornare ancora qualche immagine e modificare qualche testo sugli impaginati da consegnare. L'ultimo giorno si percepisce uno stato un po' malinconico nell'aria, la cosa mi fa un po' piacere perchè vuol dire che anche a loro dispiacerà non avermi più fra i piedi. Come mi fu detto il primo giorno, è usanza alla Prodigious che gli stagisti, l'ultimo giorno portino da mangiare. Arrivata in azienda apparecchio uno dei tavoli liberi con focacce, pizzette, dolci e bevande. Giunti alla fine della giornata ci troviamo tutti intorno al tavolo apparecchiato, ciascuno con una focaccia o dolcetto. Sono le 17.30, ed io avrei finito già da mezz'ora la mia avventura qua, ma tra una risata e e un'ultima chiacchiera si perde la cognizione del tempo, data la leggerezza del clima che vi è all'interno della Prodigious. Saluto tutti e gli ringrazio per aver contribuito a questa bella esperienza. Do un ultimo abbraccio a Luca, la persona all'interno dell'azienda che mi mancherà di più e con cui ho stretto molto. E' stata la persona che i è sempre stata accanto e mi ha aiutato quando mi trovavo in difficoltà. Esco dalla Prodigious soddisfatta, con una maggior concezione del mondo del lavoro e trasformata in un'amante del caffè grazie a Cesare e Tony (mi mancherà la loro pausa "per riposare gli occhi" ogni 20 minuti in cui mi hanno sempre coinvolta). Ho vissuto un'esperienza che che ha superato di gran lunga le mie aspettative.




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